326 yacht venduti per USD 3,51 miliardi, la media sale di un quarto

Meno operazioni, e dietro ognuna un assegno più pesante
I dati semestrali pubblicati da Northrop & Johnson il 16 luglio contano 326 yacht usati venduti fra gennaio e giugno, contro 354 un anno prima. Il valore è andato nella direzione opposta, da USD 3,05 miliardi a USD 3,51 miliardi. Ne esce una vendita media vicina a USD 10,8 milioni, circa un quarto sopra quella dello scorso anno. I volumi si sono distribuiti in modo uniforme fra i due trimestri, 160 barche ciascuno: quindi è cambiato cosa si è venduto, non quanto spesso.
A portare quasi tutto sono stati i motoryacht. Quel lato del mercato vale USD 3,44 miliardi, il 18 per cento in più su base annua. La vela è crollata, a USD 79,5 milioni, il 47 per cento in meno. Chi legge solo il numero di operazioni conclude che il mercato si è indebolito; il denaro dice che si è concentrato, e che si è concentrato su unità a motore più grandi.
I prezzi richiesti sono scesi mentre i valori delle operazioni salivano
L'offerta è arrivata con regolarità. Il semestre registra 696 nuovi mandati in esclusiva, il 2,8 per cento in più dell'anno scorso, e 1.117 riduzioni di prezzo, in aumento del 5,9 per cento. Le riduzioni si sono concentrate all'inizio: 594 nel primo trimestre con uno sconto medio di USD 1,7 milioni, poi 487 nel secondo con una media di USD 1,4 milioni. Chi è entrato sul mercato a gennaio ha avuto sei mesi per trovare il proprio livello.
Il prezzo richiesto medio delle barche appena messe in annuncio è passato da USD 13,6 milioni nel primo trimestre a USD 9,9 milioni nel secondo, effetto di composizione e non crollo dei valori, perché le unità più piccole sono arrivate più tardi nel periodo. Per un venditore la lettura non cambia dalla primavera: gli yacht che si sono chiusi erano prezzati sui comparabili di quest'anno, non su un ricordo del 2022. Moonrise, il Feadship da 99,9 metri, è stato venduto dopo 159 giorni sul mercato a un ultimo prezzo richiesto di EUR 325 milioni, ed è più o meno il passo di una barca prezzata bene oggi.
Cosa c'è sul mercato, e quanti anni ha
Al 1 luglio risultavano in vendita 2.157 yacht usati, che la casa di brokerage calcola nel 17 per cento della flotta mondiale, per USD 18,8 miliardi di valore richiesto. Di questi 1.891 erano motoryacht, l'87,6 per cento, contro 266 barche a vela al 12,4 per cento. È uno scaffale profondo con qualsiasi metro, ed è la vasca in cui nuota un venditore privato.
L'età media delle barche messe in annuncio nel periodo è di 16 anni. Per un armatore che tiene uno scafo dei primi anni Dieci quella è la folla in cui si trova, e spiega perché lo stato del refit e lo storico delle perizie pesino oggi in trattativa più di due anni fa. Un'unità di quella annata con un refit documentato viene letta come un altro tipo di bene rispetto a uno scafo identico che non ce l'ha.
Il libro delle consegne si assottiglia dopo quest'anno
Al 1 luglio c'erano 936 yacht in costruzione, con una media di 578 GT. Il calendario indica 466 consegne nel 2026, contro 411 nell'intero 2025, poi 301 nel 2027, 121 nel 2028 e 39 nel 2029. Gli anni finali sono contratti firmati a oggi e non una previsione, quindi si riempiranno via via che gli slot si vendono. La forma conta lo stesso: quest'anno è la cresta di un'onda ordinata tre e quattro anni fa.
Il conteggio più ampio punta nella stessa direzione. Il Global Order Book 2026 di BOAT International elenca 1.093 yacht dai 24 metri in su ordinati o in costruzione, contro 1.138, seconda flessione annuale consecutiva a unità, mentre la lunghezza media è salita a 40,8 metri e 551 GT, il valore più alto mai registrato. Le vendite di nuove costruzioni nel semestre sono state 142 contro 177 dell'anno scorso. L'Italia tiene 519 delle barche in costruzione su 41 cantieri attivi. Sette yacht sopra i 100 metri sono stati consegnati nel semestre, il più grande dei quali Deep Blue, un Lurssen da 134,2 metri consegnato a gennaio.
Il charter è andato dalla parte opposta
Il charter è l'unica voce cresciuta a volume. Le partenze del secondo trimestre arrivano a 2.884 contro 2.059 di un anno prima, il 40,1 per cento in più. Sul semestre le partenze charter salgono del 36,1 per cento e i giorni prenotati del 42,6 per cento. Le prenotazioni raccolte fra aprile e giugno sono invece calate, 3.390 contro 3.589: più barche sono uscite su contratti chiusi prima, oppure chiusi molto tardi.
È la coda tardiva la parte che colpisce: il 36,7 per cento dell'attività del secondo trimestre è stato prenotato nello stesso mese o in quello precedente. Il Mediterraneo ha preso l'81,1 per cento delle partenze del trimestre. Un armatore che valuta un programma charter può considerare reale il rendimento, ma il calendario non si riempie più a marzo. Si riempie nei quindici giorni prima, ed è una conversazione diversa da avere con il proprio agente centrale.