Il gruppo MHI di Aksia compra il produttore di oblò dietro Ferretti e Riva

Cosa ha acquisito Aksia Capital VI con l'operazione su Amare Group?
Aksia Capital VI, società di gestione di fondi di private equity italiana, ha acquisito il 100 per cento di Amare Group, la divisione componentistica nautica di Amare Srl, facendola confluire nella piattaforma MHI Group lanciata nel novembre 2025.
Marine Industry News ha dato la notizia il 4 settembre 2026, e le testate italiane Top Yachtdesign e Financecommunity.it hanno riportato dettagli coincidenti nella stessa settimana: Aksia Capital VI, un gestore che dichiara oltre 60 operazioni concluse e più di 600 milioni di euro investiti attraverso cinque fondi, ha acquistato Amare Group nella sua interezza. Nessuna delle due parti ha reso noto il prezzo, il fatturato di Amare o il numero di dipendenti, il che è normale per un'operazione di private equity di questa taglia sul mid-market italiano, ma non lascia agli armatori e ai cantieri alcun parametro pubblico per giudicare quanto sia rilevante l'operazione. L'amministratore delegato di Amare, Michele Preziuso, resta al suo posto e reinveste al fianco di Aksia invece di uscire, come confermano sia il resoconto di Top Yachtdesign sia le dichiarazioni della stessa Amare sull'operazione.
Amare Srl è stata fondata nel 2012 e produce oblò e sistemi di vetrazione, passerelle a comando idraulico per imbarcazioni oltre i 100 piedi, meccanismi cinematici e idraulici e sistemi di automazione wireless, distribuiti su due stabilimenti tra Modena, in Emilia-Romagna, e Pozzilli, in provincia di Isernia. Yachting News, che ha visitato lo stabilimento di Isernia, descrive un processo di saldatura chimica che lega il vetro direttamente alle sedi degli oblò, acciaio inox e alluminio lucidati a mano per evitare l'opacizzazione tipica di una finitura industriale, e la produzione interna dei cilindri usati nei meccanismi di cerniera e sollevamento proprietari. I brevetti di Amare coprono sia i prodotti finiti sia i meccanismi che li compongono, come sottolinea il responsabile sviluppo Michele Preziuso in questa veste - un dettaglio che punta all'ingegneria dell'azienda, non solo alla sua finitura.

Perché questa è la seconda acquisizione di Aksia nella componentistica nautica in meno di un anno?
Amare non è un acquisto isolato: è il secondo tassello di una piattaforma che Aksia ha costruito deliberatamente per aggregare i migliori produttori italiani di componentistica nautica, dopo l'acquisto del produttore di accessori di coperta Seasmart nel novembre 2025.
Aksia Capital VI ha formalizzato l'acquisizione di Seasmart, azienda di Pesaro fondata nel 2007 da Mirko Antonelli e specializzata in bitte, boccaporti, scalette e bimini, il 7 novembre 2025, battezzando già allora la piattaforma risultante MHI Group. Amare, comprata circa dieci mesi dopo, viene presentata esplicitamente da Filippo Anichini, partner di Aksia, come la prosecuzione di quel piano: 'Con Amare compiamo il primo passo concreto dell'aggregazione', ha dichiarato a Top Yachtdesign, indicando in nuove acquisizioni in categorie di prodotto complementari l'obiettivo successivo. Il direttore investimenti di Aksia sull'operazione, Matteo Bertolo, viene citato accanto ad Anichini nella copertura sui consulenti dell'operazione, a conferma che si tratta di una strategia di piattaforma ripetibile e non di un acquisto opportunistico isolato.
La logica dichiarata è orizzontale, non verticale: gli accessori di coperta di Seasmart e le vetrazioni, passerelle e sistemi di automazione di Amare non si sovrappongono, quindi riunirli sotto una sola proprietà punta a creare vendita incrociata verso gli stessi clienti cantieristici e un catalogo più ampio per il refit e il servizio post-vendita, non a tagliare i costi accorpando stabilimenti o personale. Aksia ha dichiarato che ogni azienda mantiene marchio e management propri, motivo per cui anche Preziuso di Amare è rimasto al suo posto invece di essere sostituito. Se questa separazione reggerà a una terza o quarta acquisizione, già annunciata da Anichini, resta la domanda aperta a cui la piattaforma non ha ancora dovuto rispondere.

Quali marchi nautici usano oblò e vetrazioni di Amare Group?
Sia il materiale stampa di Amare sia la copertura giornalistica indipendente citano per nome Ferretti, Azimut e Riva come clienti, compresa l'attuale Riva 66 Ribelle, il che colloca questa acquisizione direttamente dietro componenti già montati su barche in acqua o in produzione.
Il resoconto di Top Yachtdesign sull'acquisizione elenca per nome Ferretti, Azimut e Riva tra i clienti cantieristici di Amare, e cita la Riva 66 Ribelle, dell'attuale generazione di modelli, come esempio con vetrazioni e oblò Amare. Il reportage in stabilimento di Yachting News descrive come i grandi cantieri spediscano i pannelli vetrati direttamente allo stabilimento di Amare a Isernia, così che i tecnici possano montare oblò e vetrazioni prima che i pannelli tornino al cantiere per l'installazione finale: un'organizzazione che integra il fornitore nel ciclo produttivo stesso del cantiere, invece di restare un catalogo componenti a distanza.
Questo tipo di integrazione ha un doppio effetto per un armatore. Significa che il controllo qualità di Amare è di fatto parte del processo produttivo del cantiere su ogni modello che la usa, motivo per cui i grandi cantieri italiani hanno scelto proprio questo fornitore. Ma significa anche che un cambiamento in Amare, sia esso di proprietà, capacità produttiva o prezzi, raggiunge i portafogli ordini attuali di quei cantieri più rapidamente di quanto farebbe un fornitore di hardware a distanza, perché i pannelli già viaggiano avanti e indietro tra le due linee produttive invece di restare a magazzino come scorta intercambiabile.


Questa acquisizione cambia qualcosa per chi possiede già una Ferretti, Azimut o Riva?
Oggi non cambia nulla su una barca già consegnata o in costruzione, perché stabilimenti, management e lista clienti restano invariati, ma una piattaforma di private equity che ha dichiarato apertamente piani per altre acquisizioni merita di essere seguita se una costruzione o un refit prevede vetrazioni o componenti Amare.
Per un armatore con una costruzione in corso che prevede oblò, vetrazioni o una passerella Amare, la domanda pratica da porre all'ufficio progetti del cantiere è se il contratto di fornitura corra direttamente con Amare Group così come oggi si colloca dentro MHI Group, e se quel contratto preveda una clausola di cambio di controllo, invece di dare per scontato che una vendita di private equity a due passaggi di distanza non abbia effetti su date di consegna o ricambi. Per l'armatore di una Ferretti, Azimut o Riva già esistente che monta hardware Amare, la domanda pratica riguarda il supporto ricambi nel lungo periodo: la capacità produttiva libera dichiarata a Isernia è la ragione stessa addotta da Aksia per l'acquisto invece della crescita organica, un segnale ragionevole che lo stabilimento non verrà ridimensionato, ma vale la pena farsi confermare dalla management company chi detiene oggi il rapporto tecnico per garanzia e vetrazioni di ricambio.
Questo è solo un nodo di uno schema più ampio di cui questo desk ha scritto due volte in una settimana: il private equity che compra i fornitori specializzati dietro un capitolato ambizioso, che si tratti del vetro strutturale di Isoclima passato da un fondo di private equity a un consorzio di fondi di crescita italiani, o del gruppo MHI di Aksia che aggrega accessori di coperta e ora oblò sotto una sola piattaforma, con altre acquisizioni già annunciate. Nulla di tutto ciò è motivo per rinunciare a una costruzione o a un usato. È motivo per trattare la stabilità societaria di un fornitore, e chi lo possiede oggi, come parte della conversazione sul capitolato con il cantiere, invece di sollevarla solo quando emerge un problema.
Cosa convince e cosa va valutato
Punti di forza
- Management e stabilimenti restano al loro postoL'amministratore delegato Michele Preziuso resta in carica e reinveste, ed entrambi gli stabilimenti Amare continuano l'attività come annunciato, quindi un contratto cantieristico in corso non subisce interruzioni dichiarate.
- Una logica di crescita dichiarata, non un taglio dei costiAksia indica la capacità produttiva libera dello stabilimento di Isernia come motivo dell'acquisto, il che punta all'espansione invece del copione da roll-up finanziario di chiusura degli impianti.
- Integrazione profonda con i grandi cantieriIl processo con cui Amare monta le vetrazioni su pannelli spediti direttamente da Ferretti, Azimut e Riva lega già il controllo qualità alle linee produttive di quei cantieri, un rapporto che questa operazione non altera.
Da valutare
- Nessuna trasparenza finanziariaSenza un prezzo, un fatturato o un numero di dipendenti dichiarati, armatori, cantieri e concorrenti non hanno modo di giudicare se si tratti di un'operazione di scala o di un bolt-on modesto.
- Altre acquisizioni sono già state annunciateIl partner di Aksia Filippo Anichini ha dichiarato che questo è 'il primo passo concreto' di un piano di aggregazione più ampio, il che significa che la struttura della piattaforma e le sue promesse di indipendenza dei marchi verranno messe alla prova di nuovo, non una sola volta.
- L'integrazione più stretta ha un doppio taglioLo stesso scambio di pannelli che lega la qualità di Amare alle linee produttive dei cantieri fa sì che qualsiasi disservizio in Amare raggiunga i portafogli ordini in corso più rapidamente di quanto farebbe un fornitore a distanza.
Informazioni pratiche
| Acquirente | Aksia Capital VI, tramite la piattaforma MHI Group |
|---|---|
| Target | Amare Group (Amare Srl), fondata nel 2012, Modena e Isernia, Italia |
| Condizioni dell'operazione | Non divulgate |
| Annuncio | 4 settembre 2026 |
| Amministratore delegato di Amare | Michele Preziuso, confermato, reinveste nell'operazione |
| Altra partecipata di MHI Group | Seasmart, produttore di accessori di coperta di Pesaro, acquisita il 7 novembre 2025 |
| Clienti nautici citati per nome | Ferretti, Azimut, Riva (inclusa l'attuale Riva 66 Ribelle) |
| Dimensione dei fondi Aksia | 60+ operazioni, oltre 600 milioni di euro investiti attraverso cinque fondi |
| Non ancora divulgato | Fatturato di Amare, numero di dipendenti e prezzo dell'acquisizione |
Le domande a cui risponde questo articolo
Che cosa è successo?
MHI Group, la piattaforma di Aksia Capital VI, ha acquisito Amare Group, lo specialista italiano di vetrazioni, oblò e passerelle i cui componenti equipaggiano Ferretti, Azimut e Riva: la seconda acquisizione in dieci mesi. L'operazione non cambia nulla su una barca già consegnata, ma un roll-up di private equity che compra i fornitori dietro i cantieri già scelti dagli armatori è proprio il tipo di cambio di proprietà da chiedere al prossimo preventivo di refit.
Quali sono i punti di forza?
Management e stabilimenti restano al loro posto. L'amministratore delegato Michele Preziuso resta in carica e reinveste, ed entrambi gli stabilimenti Amare continuano l'attività come annunciato, quindi un contratto cantieristico in corso non subisce interruzioni dichiarate.
A che cosa devono badare armatori e acquirenti?
Nessuna trasparenza finanziaria. Senza un prezzo, un fatturato o un numero di dipendenti dichiarati, armatori, cantieri e concorrenti non hanno modo di giudicare se si tratti di un'operazione di scala o di un bolt-on modesto.
Chi ha riportato la notizia?
Marine Industry News (4 September 2026), Top Yachtdesign (Aksia acquires Amare Group and expands MHI Group), Yachting News (Amare Group factory visit), Financecommunity.it (Gli advisor di Aksia nell'acquisizione di Amare Group).
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