Il portafoglio ordini di Ferretti scende a EUR 564,9 milioni

I numeri approvati dal consiglio
Il consiglio di Ferretti ha approvato il 31 luglio i risultati consolidati al 30 giugno 2026. I ricavi netti dal nuovo sono stati pari a EUR 585,6 milioni, in calo del 5,6 per cento rispetto ai EUR 620,4 milioni dello stesso periodo del 2025. L'EBITDA rettificato è sceso a EUR 92,5 milioni, con il margine al 15,8 per cento contro il 15,9 per cento. L'utile netto è stato di EUR 37,9 milioni, il 13,1 per cento in meno rispetto ai EUR 43,6 milioni dell'anno prima. Comprendendo brokerage e servizi, il ricavo netto totale è stato di EUR 604,2 milioni, il 5,3 per cento in meno.
L'andamento del semestre conta più del calo in sé. I ricavi sono scesi dell'8,0 per cento nel primo trimestre e del 2,9 per cento nel secondo, quindi il ritmo della flessione si è più che dimezzato strada facendo. Il margine è rimasto entro venti punti base da quello dell'anno scorso, ed è la prima cosa che un acquirente dovrebbe leggere: il cantiere sta scontando molto meno di quanto la sola riga dei ricavi lasci intendere. Ferretti ha inoltre distribuito il dividendo ordinario di EUR 0,11 per azione. Si tratta di un rallentamento degli ordini, non di un gruppo in difficoltà.
Un portafoglio più leggero di un quarto
È nel portafoglio che il semestre si vede davvero. Il portafoglio ordini netto era di EUR 564,9 milioni al 30 giugno 2026 contro EUR 760,8 milioni alla stessa data del 2025, con una flessione del 25,7 per cento. La raccolta ordini dei sei mesi è stata di EUR 341,4 milioni, contro EUR 467,3 milioni, il 27 per cento in meno. I due numeri si muovono insieme per una ragione precisa: un gruppo che costruisce in larga parte in serie consuma portafoglio a ritmo fisso, e quando la raccolta scende più in fretta delle consegne il portafoglio si assottiglia rapidamente.
Un'avvertenza va portata dentro qualsiasi confronto. Ferretti indica un portafoglio netto, cioè il valore ancora da riconoscere, e non è la stessa misura che altri cantieri citano come portafoglio ordini lordo. I EUR 2,5 miliardi di Azimut Benetti, che hanno spinto alcune nuove costruzioni verso il 2029, contano un'altra cosa su un'altra base. Letto sulla propria storia, il portafoglio di Ferretti è passato in dodici mesi da comodo a semplicemente sufficiente.

Perché la guidance è stata tagliata
Il gruppo ha rivisto al ribasso l'obiettivo 2026 nello stesso giorno. I ricavi netti dal nuovo sono ora indicati tra EUR 1,200 miliardi e EUR 1,240 miliardi, contro i precedenti EUR 1,250 miliardi ed EUR 1,265 miliardi. L'EBITDA rettificato passa a un intervallo tra EUR 186 milioni ed EUR 197 milioni, da EUR 203 milioni ed EUR 210 milioni, e la forbice di margine al 15,5-15,9 per cento dal 16,2-16,6 per cento. Gli investimenti sono stati ridotti a EUR 60-65 milioni da EUR 70-75 milioni.
Ferretti ha definito prudenziale la revisione, citando l'incertezza geopolitica con particolare riferimento al Medio Oriente e un quadro macroeconomico che continua ad allungare i tempi con cui i clienti decidono e trattano. Lo squilibrio si era già visto a inizio anno: nel primo trimestre la raccolta dalle Americhe è caduta dell'87 per cento e quella da Medio Oriente e Africa del 33,9 per cento, mentre l'Europa è cresciuta del 28,2 per cento. Il taglio agli investimenti è la riga da tenere d'occhio, perché è la spesa con cui il cantiere costruisce i capannoni e gli impianti da cui nascono gli slot futuri.
Che cosa offre a un armatore un portafoglio sottile
Per chi compra, un portafoglio in contrazione è potere negoziale. Quando la raccolta cala del 27 per cento in un gruppo che costruisce in serie con Riva, Pershing, Custom Line, Itama e Mochi Craft, si liberano slot in un programma che due anni fa era interamente assegnato. La cosa si vede prima come disponibilità, poi come flessibilità sulle specifiche e solo alla fine sul prezzo. Un modello che ordinato nel 2024 significava consegna nel 2029 oggi comporta un'attesa molto più breve.
Lo stesso dato si legge in modo diverso se una barca la si possiede già. Prezzi più morbidi sul nuovo comprimono quanto realizza un esemplare dello stesso modello di due o tre anni, e il brokerage prende le sue misure dal listino del cantiere. In compenso Ferretti sta difendendo il margine e il dividendo invece di comprare volumi a sconto, e questo limita quanto lontano arriva quella pressione. Il rischio di consegna, quello che fa davvero male, qui non si pone: la domanda riguarda il valore della barca dopo, non se arriverà.

La prima vera prova per il nuovo vertice
È il primo semestre che il gruppo presenta con una guida nuova. Stassi Anastassov è diventato amministratore delegato nell'assemblea del 15 maggio 2026, subentrando ad Alberto Galassi dopo dodici anni, con Tan Ning presidente. Il passaggio è arrivato dopo un anno di scontri sul controllo della società, e il nuovo vertice eredita un bilancio in ordine e un problema commerciale che non è ancora risolto.
Sarà l'autunno a dire come si leggerà tutto questo a dicembre. Cannes a settembre e Monaco a fine mese sono il luogo in cui si firma una quota rilevante dei contratti dell'anno, e la domanda è se l'attenuazione del secondo trimestre passerà nel portafoglio ordini. Se la raccolta si stabilizza durante i saloni, la guidance tagliata sembrerà ordinaria amministrazione. In caso contrario, il taglio agli investimenti comincerà a pesare su quello che i cantieri potranno offrire dal 2028 in avanti.