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Cinque studi condividono uno scafo Hargrave, il tri-deck lo firma Teruzzi

Hargrave ha affidato il suo tri-deck E Series a Gabriele Teruzzi, il quinto studio esterno a disegnare un corpo sopra lo stesso scafo Jack Sarin. Per un armatore è la metà economica del su misura: l'ingegneria è chiusa e già pagata, e resta aperto soltanto ciò che si guarda. Quello che nessuno sa ancora quotare è quanto valga, alla rivendita, la firma di uno studio sopra il ponte serbatoi.
31 luglio 20264 min di letturaRedazione YottersA cura di Leon Soliman
Cinque studi condividono uno scafo Hargrave, il tri-deck lo firma Teruzzi

Un quinto nome sopra il ponte serbatoi

Il 28 luglio Hargrave Custom Yachts ha presentato un tri-deck disegnato da Gabriele Teruzzi Yachts and Design, primo lavoro dello studio italiano per il cantiere della Florida. Entra nel programma Signature, che finora legava quattro studi alla linea raised pilothouse chiamata Anemos: Satura di Roma, Tony Castro dal Regno Unito, Edoardo Ridoli di Milano e Facheris di Miami. Il contributo di Teruzzi è un tri-deck e non una barca a pilothouse rialzato, e l'elemento che il cantiere mette avanti è un ponte di poppa ordinabile come veranda coperta. Il progettista descrive l'esterno come una questione di armonia, ritmo e proporzione, presa in prestito dalla musica classica.

Lo studio non è un nome piccolo. Teruzzi ha disegnato per Fincantieri Yachts nella fascia dai 65 agli 80 metri e ha firmato un concept da 110 metri per Lurssen, che è un'altra quota di clientela rispetto a un cantiere semicustom della Florida. Il punto dell'operazione è esattamente questo. Hargrave ha smesso di vendere il proprio stile e ha cominciato a vendere l'accesso a studi che un armatore incontrerebbe solo in cima al mercato.

Lo scafo che nessuno ridisegna

Tutto ciò che sta sopra il ponte serbatoi si muove. Tutto ciò che sta sotto non si muove. La E Series poggia su forme di carena progettate da Jack Sarin, e Hargrave dichiara che su quella base sono stati costruiti oltre 30 yacht, oggi in navigazione. La piattaforma copre dagli 80 ai 140 piedi, offerta in vetroresina con rinforzo in carbonio oppure in alluminio, e l'altezza libera è tenuta ovunque ad almeno 2,15 m.

Sono fissi anche i valori che decidono se a bordo si sta bene. Per la versione Anemos il cantiere dichiara un massimo di 58 dB-A all'80 per cento del carico motore, con classifica RINA. Niente di tutto questo compare in un rendering, ma è la parte di uno yacht che costa cara se viene sbagliata ed è quasi impossibile da correggere dopo. Comprarla già risolta è tutto l'argomento commerciale di una barca di piattaforma.

Cosa porta il pilothouse e quanto costa

La linea Anemos è la metà meglio documentata del programma. Va dai 30 ai 38 metri, con baglio massimo tra 7 e 7,92 m e un volume interno tra 250 e 270 GT. Ospita dieci persone in cinque cabine, una suite armatoriale e quattro cabine ospiti, con sette membri di equipaggio. La propulsione è affidata a due Caterpillar C32, e BOAT International indica una velocità di crociera di 22-24 nodi, una massima intorno ai 25-26 e un'autonomia di 2.000 miglia a 10-11 nodi.

Il prezzo indicato è di USD 18,5 milioni. È una cifra seria per una barca oltre i 30 metri con 250 GT di volume, e spiega perché un cantiere si prenda la briga di mettere insieme cinque studi. Un armatore a quel livello sceglie tra uno scafo semicustom europeo con una lista d'attesa attaccata e uno americano che può essere disegnato in modo da non somigliare a nessuno dei due. Hargrave ha deciso che lo stile è il terreno su cui vale la pena combattere.

Mescolare i disegni

Il meccanismo è più aperto di quanto suggerisca l'etichetta di uno studio. Un acquirente può prendere l'esterno di uno studio e l'interno di un altro, oppure ignorare l'elenco e portarsi il proprio progettista. Il cantiere tiene ferme ingegneria, altezza interna e impianti principali e lascia mobile il resto. È la logica di una casa automobilistica che vende una piattaforma sotto quattro carrozzerie, e funziona per lo stesso motivo: la parte costosa è quella che non si vede.

Il rischio sta dall'altra parte della trattativa. Uno scafo costruito 30 volte è uno scafo che 30 armatori hanno già, e una linea esterna firmata è una forma di distinzione più sottile di una barca davvero su misura. Se un profilo Teruzzi tenga il valore meglio di un Facheris non è una domanda a cui oggi si possa rispondere, perché nessuna delle barche Signature è ancora tornata sul mercato del brokerage. Chi ci tiene dovrebbe trattare la firma di design come una preferenza e non come un bene patrimoniale.

Cosa c'è davvero in acqua

Della piattaforma sono stati finora consegnati quattro tri-deck: un 125 completato quest'anno, un 118 del 2024 e una coppia di 116 costruiti nel 2022 e nel 2023. Un tri-deck da 40 metri è in costruzione ed è ancora indicato come disponibile, il che significa che un acquirente può entrare in uno scafo già avviato invece di partire da una firma su un contratto. È una strada verso l'acqua più breve di qualsiasi ordine full custom e più breve della maggior parte degli slot semicustom europei.

Il tri-deck di Teruzzi in sé è un rilascio di design, non un contratto firmato, e contro di esso non risulta ancora alcuno scafo. Vale la pena tenerlo presente prima di trattarlo come un modello. Hargrave ha ora pubblicato cinque serie di disegni su una sola piattaforma, e la prova del programma è se gli armatori firmano per un corpo invece che per una barca.

Da fonti primarie: BOAT International, Megayacht News, Hargrave Superyachts.
Redazione YottersDirettore: Leon SolimanStandard editoriali

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