SD132

- LOA: 40,7 m
- Baglio: 8,47 m, pescaggio: 2,58 m
- Stazza lorda: circa 420 GT
- Scafo: vetroresina, semidislocante
- Sistemazioni: 12 ospiti in 5 cabine più letti pullman, 8 di equipaggio
- Motori: due MAN V12 (circa 1.650 hp) oppure CAT C32
- Autonomia: circa 3.200 nm a 11 nodi, velocità massima circa 17 nodi
- Design e linea: Zuccon International Project, ammiraglia della gamma semidislocante SD
L'ammiraglia in composito
L'SD132 è al vertice della famiglia SD, la gamma semidislocante di Sanlorenzo, e lo fa in vetroresina invece che in metallo. Non è un dettaglio, perché uno scafo in composito di questa taglia tiene lo yacht dentro la Yacht Division e dentro i metodi costruttivi che il cantiere conosce meglio. Con 40,7 metri e circa 420 GT offre volume da superyacht senza passare ad acciaio o alluminio. Esterni e interni sono entrambi opera di Zuccon International Project.
Per gli acquirenti il richiamo è uno yacht grande, comodo e a lunga autonomia che continua a sembrare un Sanlorenzo e non una piattaforma commerciale ingrandita. La linea SD è da tempo la risposta del cantiere agli armatori che vogliono distanza e tenuta al mare più che velocità. L'SD132 dà a quel pensiero la sua espressione più ampia finora. Permette anche di raggiungere volumi da superyacht conservando la costruzione più leggera e il minor peso in esercizio del composito.
Il semidislocante, spiegato
Uno scafo semidislocante sta fra due estremi. Una barca planante come l'SL sale sulla propria onda di prua e corre veloce, ma per farlo brucia carburante, mentre uno scafo dislocante puro spinge attraverso l'acqua a velocità bassa e costante con grande efficienza. L'SD132 è calibrato verso l'estremo dislocante, ed è per questo che la crociera economica e l'autonomia sono le sue qualità di punta. Scambia il passo puro con comfort e distanza.
Anche il layout prende in prestito il pensiero asimmetrico visto altrove nella flotta, usando la disposizione dei ponti per allargare i volumi interni. L'architettura navale privilegia un moto morbido e stabile con mare formato, che è quello che chiedono gli armatori delle lunghe distanze. È uno scafo costruito per attraversare gli oceani in comfort, non per fare impressione in banchina. Il prezzo da pagare è una velocità massima ben sotto quella di una barca planante, e gli armatori di questo tipo lo accettano volentieri.
L'SD132 si misura da dove può portarti, non da quanto in fretta ci arriva.
Spazio per dodici
L'SD132 ospita fino a dodici ospiti, distribuiti su cinque cabine con letti pullman aggiuntivi, e imbarca otto persone di equipaggio. Quel numero di ospiti è al limite superiore per l'uso privato e riflette il volume disponibile. Gli interni seguono l'approccio architettonico di Zuccon, con altezze generose e finestrature ampie adatte allo stile di navigazione lento e panoramico per cui la barca è costruita. L'armatore può calibrare la disposizione sulle proprie esigenze.
Con circa 420 GT su cui lavorare, i progettisti hanno potuto dare al ponte principale e alle zone ospiti inferiori un'ampiezza reale. Il volume in più si vede nella dimensione degli spazi comuni più che in un elenco più lungo di stanzette. È uno yacht pensato per periodi lunghi a bordo con famiglia e ospiti insieme.
Costruito per la distanza
La potenza arriva da due MAN V12 da circa 1.650 hp, con in opzione anche i CAT C32. La velocità massima dichiarata è di circa 17 nodi, coerente con il carattere semidislocante. Il dato che conta è l'autonomia, indicata in circa 3.200 nm a un'andatura economica di 11 nodi. È capacità transatlantica autentica da uno yacht in composito.
Serbatoi ampi di carburante e acqua, dichiarati attorno ai 42.000 e agli 8.000 litri, sostengono trasferimenti lunghi senza soste frequenti. Le scelte di ingegneria sono volutamente conservative e collaudate, il che si adatta agli armatori che programmano navigazioni di distanza vera. L'SD132 è progettato per essere affidabile lontano da casa più che veloce vicino a casa.
A chi si rivolge l'SD132
L'SD132 è per l'armatore che misura uno yacht da dove può portarlo e non da quanto in fretta ci arriva. Si adatta a stagioni lunghe e a traversate oceaniche, con spazio a bordo per il pieno di ospiti ed equipaggio. La costruzione in composito lo tiene nella famiglia Sanlorenzo per gli armatori che danno valore a quella discendenza. Offre un passo verso la scala da superyacht senza il costo e la complessità di una costruzione in metallo.
Sul mercato si confronta con altri yacht semidislocanti e a lunga autonomia poco sopra i quaranta metri. La sua argomentazione è volume generoso e autonomia vera in un pacchetto in vetroresina che porta ancora la firma progettuale del cantiere. Per un armatore pronto al suo Sanlorenzo più capace di sempre, è il vertice della gamma in composito.
Design
- Esterni: Zuccon International Project
- Interni: Zuccon International Project (first unit 'Andiamo')
- Architettura navale: Sanlorenzo (in-house)
A chi si rivolge: Un armatore che mette l'autonomia oceanica e il moto facile davanti alla velocità e vuole volume da superyacht senza uscire dal composito.