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Industria e capitali

Gli armatori di The Italian Sea Group tornano a poter risolvere e farsi rimborsare

Il Tribunale di Firenze ha tolto proprio la parte dello scudo di The Italian Sea Group che contava di più per i clienti del gruppo. Dal 30 luglio un armatore con uno scafo in costruzione presso Admiral, Tecnomar o Perini Navi può risolvere il contratto dove il contratto glielo consente, ed escutere la garanzia bancaria che copre il suo acconto. Il resto della protezione ottenuta il 6 luglio resta in piedi, e questo dice con precisione da quale categoria di creditori il Tribunale ha deciso di non difendere più il cantiere.
2 agosto 20264 min di letturaRedazione YottersA cura di Leon Soliman
La foschia serale cala sul bacino del salone e su una lunga fila di bandiere dei marchi.
La foschia serale cala sul bacino del salone e su una lunga fila di bandiere dei marchi.Photo: Alessio Sbarbaro / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.5)

La riga che il Tribunale ha cancellato

Il 30 luglio la Quinta Sezione Civile del Tribunale di Firenze ha revocato in parte le misure cautelari che il 6 luglio aveva concesso a The Italian Sea Group. Quelle misure, emesse in via provvisoria ai sensi dell'articolo 44 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, facevano tre cose insieme. Impedivano agli armatori di esercitare i rimedi di autotutela previsti dai rispettivi contratti di costruzione. Impedivano loro di escutere le garanzie e le fideiussioni poste a presidio degli ordini. E vietavano agli istituti che quelle garanzie avevano rilasciato di pagarle.

Tutte e tre sono cadute. L'armatore il cui contratto prevede la risoluzione per inadempimento del cantiere può farla valere. L'armatore che ha in mano una garanzia di rimborso può presentarla, e la banca che l'ha emessa è libera di onorarla. Il resto tiene: le misure protettive confermate il 6 luglio, decorrenti dal primo luglio per i quattro mesi che la legge concede, restano pienamente efficaci, e dopo il provvedimento la società ha dichiarato che non sono toccate. Ciò che il Tribunale ha ritirato riguardava una sola categoria di controparti, e quella categoria è il cliente.

Un motoryacht molto grande è appoggiato ai vecchi magazzini del cotone nel porto di Genova.
Un motoryacht molto grande è appoggiato ai vecchi magazzini del cotone nel porto di Genova.Photo: Bernhard Holub / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Conta la motivazione, non il dispositivo

Il Tribunale non ha liberato gli armatori perché ha dato loro ragione. Ha sciolto il blocco perché il blocco aveva smesso di servire il piano a tutela del quale era stato concesso. La proposta di risanamento del gruppo non prevede più di portare a termine l'intero portafoglio ordini. La versione rivista completa soltanto le commesse giudicate economicamente sostenibili, quelle da cui ci si attende valore alla consegna. Nel momento in cui un cantiere non intende più costruire uno scafo, il Tribunale non ha trovato ragione per tenere l'armatore di quello scafo lontano dal suo contratto.

Per un armatore a metà costruzione la motivazione è la vera notizia, perché indica da che parte della linea si trova il suo contratto. Una commessa che il cantiere intende ancora consegnare sta dentro il piano e dentro la protezione residua. Una commessa uscita dal piano non ci sta più, e la caduta dello scudo si legge come la comunicazione. Nessun elenco è stato pubblicato. Chi vuole sapere dove si trova dovrà chiederlo, e chiederlo per iscritto.

File di nuove barche a vela stanno di prua sotto gli striscioni dei cantieri al Salone Nautico.
File di nuove barche a vela stanno di prua sotto gli striscioni dei cantieri al Salone Nautico.Photo: Alessio Sbarbaro / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.5)

Cosa il Tribunale ha messo al suo posto

Il cantiere non è rimasto scoperto su ogni fronte. Con lo stesso provvedimento il Tribunale ha introdotto una misura più stretta a favore dei fornitori strategici, cioè delle imprese che lavorano sulle commesse che The Italian Sea Group intende ancora consegnare. Quei fornitori possono ora essere pagati direttamente dalla società anziché attraverso la cessione dei loro crediti alle società di factoring, e l'assetto regge finché il gruppo non avrà raggiunto un accordo con i factor.

La scelta di chi proteggere è istruttiva. Il factoring è la voce scaduta più pesante: dei EUR 266,8 milioni che il gruppo ha indicato come scaduti, EUR 99 milioni erano dovuti a società di factoring. Il Tribunale ha protetto il flusso di componenti e manodopera verso gli scafi che saranno finiti, e ha rimandato ai loro contratti gli armatori di tutti gli altri. È un triage, e si sta svolgendo in pubblico, davanti ai clienti.

Le date che seguono

Il piano è il prossimo passaggio. Il gruppo dovrebbe presentarlo agli enti della Regione Toscana prima di metà agosto, e dopo il provvedimento ha dichiarato che procederà sulle linee guida concordate senza modifiche. In parallelo ha prospettato un possibile aumento di capitale di circa EUR 100 milioni, non prima del quarto trimestre del 2026, subordinato ad accordi vincolanti con fornitori, armatori e finanziatori e alle condizioni di mercato.

Accanto corre il processo di vendita. Il 27 luglio Sanlorenzo ha messo il proprio nome dietro Polo Nautico Carrara, il consorzio che punta all'intero complesso aziendale, a condizioni che prendono i cantieri e i marchi e lasciano il debito dov'è. Quell'offerta ha sempre previsto di rinegoziare le commesse vive un armatore alla volta. Il provvedimento del 30 luglio sposta gli equilibri a quel tavolo, perché un armatore che può credibilmente risolvere ed escutere la garanzia siede in modo diverso da uno che non può.

Il documento da leggere questa settimana

Avere il diritto di risolvere non significa che convenga usarlo. Escutere una garanzia di rimborso chiude la costruzione, restituisce l'acconto se lo strumento tiene e l'emittente paga, e riporta l'armatore in fondo alla fila per uno slot presso un cantiere che non sia in crisi. A queste dimensioni gli slot sono impegnati per anni. Restare dentro significa trattare prezzo e consegna con chi si ritroverà a possedere il cantiere.

La variabile che decide è la garanzia stessa. L'armatore dovrebbe leggere ora il titolo che copre il suo acconto: chi lo ha emesso, se sia una garanzia di rimborso a prima richiesta o una fideiussione condizionata, che cosa ne attiva il pagamento e quando il titolo stesso scade. Il Tribunale di Firenze ha appena reso quel foglio di nuovo azionabile. Quanto valga dipende da clausole concordate anni prima che tutto questo cominciasse.

Cosa riferiscono armatori ed equipaggi

Cosa convince e cosa va valutato

Punti di forza

  • La garanzia è di nuovo escutibile, ed è tutto il puntoUn diritto di recesso senza una garanzia di restituzione azionabile non restituisce nulla. È la rimozione dell'inibitoria che trasforma una clausola contrattuale in denaro.
  • Il Tribunale ha collocato gli armatori dove li colloca la leggeLa motivazione tratta gli armatori con unità in costruzione come acquirenti e non come creditori ordinari, per cui lo scudo costruito contro i creditori non li raggiunge. È un principio più netto di una deroga negoziata.
  • Il cantiere può ancora finire le unità che vale la pena finireIl pagamento diretto dei fornitori strategici, oltre le cessioni al factoring, è ciò che tiene in movimento uno scafo a metà. Anche un armatore che vuole la consegna, e non il rimborso, sta meglio dopo questo provvedimento.
  • Risponde alla domanda che l'armatore aveva davveroDall'inizio di luglio la questione aperta era se l'acconto fosse bloccato. Non lo è, almeno per gli armatori che hanno insistito, e la motivazione è a disposizione di chiunque si trovi nella stessa posizione.

Da valutare

  • Il Tribunale ha tolto un ostacolo, non ha attribuito un dirittoSe un singolo contratto consenta il recesso, con quale preavviso e con quale trattenuta, lo decide il documento firmato. Il provvedimento libera la strada e non dice nulla sul merito.
  • Escutere la garanzia costa la posizione in cantiereL'armatore che recede recupera denaro e rinuncia al proprio posto in un cantiere che potrebbe ancora essere ricapitalizzato, oltre al premio che la barca finita avrebbe portato.
  • Il piano è ancora da scrivereNon è stato pubblicato alcun piano di risanamento e non è stato indicato alcun acquirente, investitore o assuntore. Ogni valutazione qui viene fatta senza il documento che la deciderebbe.
  • Gli atti li leggiamo di seconda manoIl provvedimento non è pubblico. Ogni ricostruzione, compresa questa, poggia sui comunicati della società e sulla stampa toscana, e le due non descrivono sempre la stessa fase procedurale con le stesse parole.
  • Una corsa alle garanzie danneggia le unità ancora in costruzioneCiò che è razionale per un singolo armatore diventa corrosivo se lo fanno tutti. Le escussioni prosciugano proprio il circolante che finisce gli scafi di chi è rimasto.

Informazioni pratiche

Gli armatori di The Italian Sea Group tornano a poter risolvere e farsi rimborsare
Il provvedimentoTribunale di Firenze, Sezione V Civile, 30 luglio 2026, all'interno della procedura di regolazione della crisi del gruppo.
Che cosa ha revocatoLe misure che vietavano agli armatori l'autotutela negoziale e l'inibitoria sull'escussione delle garanzie bancarie poste a presidio dei loro acconti.
Come ci si è arrivatiCinque armatori hanno proposto reclamo. Un provvedimento precedente aveva revocato lo scudo nei confronti di quei cinque soltanto, sul presupposto che gli armatori non rientrano tra i creditori verso cui possono operare le misure della procedura.
Che cosa resta in piediLe misure protettive confermate il 6 luglio restano pienamente efficaci verso il resto del ceto creditorio. La società dichiara che il piano non subisce modifiche.
Che cosa ha aggiunto il TribunaleL'autorizzazione al cantiere a pagare direttamente i fornitori strategici, anche dove i crediti erano stati ceduti a società di factoring, così da completare le unità più redditizie.
Marchi e sito produttivoAdmiral, Tecnomar e Perini Navi, costruiti a Marina di Carrara.
Lo strumento che restituisce davvero il denaroLa garanzia di restituzione emessa dalla banca dell'acquirente a fronte degli stati avanzamento. Il diritto di recesso sta nel contratto di costruzione, la restituzione arriva dalla garanzia, e sono due documenti distinti.
La prossima dataEntro metà agosto 2026 è atteso un tavolo istituzionale in Regione Toscana. Per il piano non è pubblicata alcuna data di deposito.
Che cosa NON è pubblicatoIl provvedimento non è di dominio pubblico. I cinque armatori non sono nominati, non è indicato il numero di unità coinvolte e non sono stati resi noti né il valore complessivo delle garanzie svincolate né l'entità dei singoli acconti.
Il documento da leggere questa settimanaI comunicati price sensitive del gruppo sulla pagina investor relations. Sono l'unico resoconto di prima mano del provvedimento, e già questo è un'informazione.

Le domande a cui risponde questo articolo

Che cosa è successo?

Il Tribunale di Firenze ha tolto proprio la parte dello scudo di The Italian Sea Group che contava di più per i clienti del gruppo. Dal 30 luglio un armatore con uno scafo in costruzione presso Admiral, Tecnomar o Perini Navi può risolvere il contratto dove il contratto glielo consente, ed escutere la garanzia bancaria che copre il suo acconto. Il resto della protezione ottenuta il 6 luglio resta in piedi, e questo dice con precisione da quale categoria di creditori il Tribunale ha deciso di non difendere più il cantiere.

Quali sono i punti di forza?

La garanzia è di nuovo escutibile, ed è tutto il punto. Un diritto di recesso senza una garanzia di restituzione azionabile non restituisce nulla. È la rimozione dell'inibitoria che trasforma una clausola contrattuale in denaro.

A che cosa devono badare armatori e acquirenti?

Il Tribunale ha tolto un ostacolo, non ha attribuito un diritto. Se un singolo contratto consenta il recesso, con quale preavviso e con quale trattenuta, lo decide il documento firmato. Il provvedimento libera la strada e non dice nulla sul merito.

Che cosa riferiscono armatori ed equipaggio?

TISG afferma che il provvedimento non modifica le misure protettive confermate il 6 luglio e che la predisposizione del piano prosegue, nelle sue parole, con la massima tempestività. (The Italian Sea Group, company statement (30 July 2026))

Chi ha riportato la notizia?

The Italian Sea Group, SuperYacht24, Pressmare, La Voce Apuana, Seareporter, Il Sole 24 Ore.

Da fonti primarie: The Italian Sea Group, SuperYacht24, Pressmare, La Voce Apuana, Seareporter, Il Sole 24 Ore.
Redazione YottersDirettore: Leon SolimanStandard editoriali

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