11 settembre 2026 · Yotters, informazione yachting indipendente
Yotters
Industria e capitali

Sanlorenzo sostiene l'offerta per la madre di Admiral, commesse da rinegoziare

Sanlorenzo ha messo il proprio nome dietro un'offerta consortile per l'intera The Italian Sea Group, il costruttore di Admiral, Tecnomar e Perini Navi, sotto protezione del tribunale a Firenze dal primo luglio. L'offerta prende i cantieri e i marchi ma lascia indietro i debiti, e con essi i contratti di costruzione in corso. Per chi ha una commessa Admiral o Perini la domanda non è più se il cantiere sopravvive, ma a quali condizioni sopravvive il suo contratto.
28 luglio 20264 min di letturaRedazione YottersA cura di Leon Soliman
Di fianco a Venezia, un Sanlorenzo flybridge sta sotto le finestre del palazzo.
Di fianco a Venezia, un Sanlorenzo flybridge sta sotto le finestre del palazzo.Photo: Abxbay / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Un'offerta per tutto tranne i debiti

Sanlorenzo ha comunicato il 27 luglio di aver aderito al Polo Nautico Carrara, una società consortile costituita per rilevare l'intero complesso aziendale di The Italian Sea Group. La manifestazione di interesse, accompagnata da un'offerta garantita, è stata depositata al tribunale di Firenze, che segue il gruppo dalla domanda di protezione del primo luglio. Il perimetro è l'intero complesso industriale: il cantiere di Marina di Carrara, gli impianti, i marchi e la forza lavoro. Restano fuori i debiti, e con loro i crediti.

Sanlorenzo non compra il gruppo da sola. Vuole una posizione di minoranza nel consorzio, che secondo Il Sole 24 Ore potrebbe arrivare al 45 per cento, e ha rilasciato una lettera di patronage fino al 10 per cento del prezzo a garanzia degli impegni di pagamento assunti. Il prezzo non è stato reso pubblico. Le voci di mercato riportate da Reuters lo collocano vicino alla valutazione disposta dal tribunale, intorno a EUR 162 mln. L'offerta resta condizionata alla due diligence e all'apertura di una procedura competitiva da parte del tribunale.

Le mura medievali di Rodi si ergono dietro un Sanlorenzo alla banchina cittadina.
Le mura medievali di Rodi si ergono dietro un Sanlorenzo alla banchina cittadina.Photo: Pjotr Mahhonin / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il suo contratto non arriva insieme al cantiere

Il dettaglio che conta di più per un armatore sta in una sola riga del comunicato del consorzio. Le commesse in corso possono proseguire, ma solo per trattativa diretta con ciascun singolo armatore. Un contratto firmato con The Italian Sea Group è un credito verso una società dentro una procedura di crisi vigilata dal tribunale, non un bene che passa in automatico a chi compra i capannoni. Se il Polo Nautico Carrara vince, ogni armatore con uno scafo in costruzione si risiede al tavolo con una controparte nuova, a condizioni che nessuno ha ancora scritto.

Per ora la posizione è congelata, non risolta. Il tribunale di Firenze ha concesso al gruppo uno scudo di quattro mesi, durante il quale i creditori non possono sciogliere unilateralmente i contratti già in essere, e il gruppo doveva riportare in tribunale un piano di risanamento il 22 luglio. Tre commissari nominati il 3 luglio, guidati dal professor Niccolo Abriani, vigilano sulla procedura. Lo scudo aiuta anche l'armatore: uno scafo a metà vale molto di più dentro un cantiere che lavora che come credito in fila con gli altri.

Passerella calata e cime d'ormeggio incrociate sulla banchina di Antibes.
Passerella calata e cime d'ormeggio incrociate sulla banchina di Antibes.Photo: Abxbay / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La misura del buco che il compratore scavalca

I numeri spiegano perché il debito resta dove sta. Le posizioni scadute del gruppo ammontavano a EUR 266,8 mln: EUR 99 mln verso società di factoring, EUR 77,6 mln verso i fornitori, EUR 42,7 mln di debito finanziario, EUR 29,3 mln di natura fiscale e EUR 18,1 mln di natura previdenziale. Le retribuzioni sono state l'unica voce indicata a zero. La posizione finanziaria netta al 31 maggio era di EUR 178,7 mln, a fronte di EUR 7,5 mln di liquidità disponibile.

La crisi è stata dichiarata a febbraio, quando il gruppo ha segnalato circa EUR 400 mln di costi oltre budget. Il fondatore Giovanni Costantino, che controllava il 53,6 per cento attraverso la sua holding, ha lasciato il consiglio il 21 luglio insieme al figlio Gianmaria, dopo aver messo in azienda EUR 25 mln di tasca propria. I dipendenti diretti sono scesi da 530 a meno di 500, e circa 200 sono in cassa integrazione straordinaria. Le stime locali mettono in bilico altri 1.000 o 1.500 posti nella catena di fornitura.

Chi c'è davvero dietro il Polo Nautico Carrara

Il consorzio è stato messo insieme da Riccardo Cima, il commercialista viareggino che ha fondato il polo nautico della città ed è amministratore unico. La sua società, con un gruppo di fornitori, deterrebbe il 10 per cento del capitale. Il restante 90 per cento è destinato a due o tre cantieri internazionali, con cui le trattative sono descritte come avanzate ma non chiuse. Sanlorenzo è il primo a mettersi allo scoperto, ed è questo che ha trasformato un'iniziativa locale in un fatto di mercato.

Massimo Perotti, proprietario e presidente esecutivo di Sanlorenzo, ha presentato la mossa come un dovere. "Abbiamo scelto di aderire a questa operazione perché crediamo che il ruolo di un'impresa leader non si misuri soltanto dalla capacità di creare valore economico, ma anche dalla responsabilità di tutelare l'occupazione", ha dichiarato. Il Tirreno ha scritto il 21 luglio che Sanlorenzo e Lurssen erano i due nomi seguiti come possibili salvatori. Se il tribunale apre una procedura competitiva, l'offerta di oggi è una soglia minima più che una conclusione.

Cosa deve guardare un armatore già in flotta

Sul tavolo ci sono tre marchi e non portano lo stesso rischio. Admiral è un'azienda che lavora, con scafi in acqua e un mercato dell'usato leggibile alle spalle. Tecnomar sta all'estremità più sportiva e più sostituibile della gamma. Perini Navi è quello delicato: è il nome dietro Maltese Falcon, il suo valore poggia sulla provenienza e sulla capacità del cantiere di fare refit su ciò che ha costruito, e aveva già attraversato un'insolvenza prima che il gruppo la rilevasse.

Per un armatore già in flotta il segnale da seguire è la continuità dell'ufficio tecnico, cioè chi finisce per tenere i disegni, gli obblighi di garanzia e la capacità di refit per uno scafo che può navigare altri trent'anni. Conta più del prezzo in prima pagina. Per un armatore con la barca in costruzione la data da segnare è il giorno in cui il tribunale apre la procedura competitiva, perché è allora che la rinegoziazione che non può evitare trova una controparte e un calendario.

Le domande a cui risponde questo articolo

Che cosa è successo?

Sanlorenzo ha messo il proprio nome dietro un'offerta consortile per l'intera The Italian Sea Group, il costruttore di Admiral, Tecnomar e Perini Navi, sotto protezione del tribunale a Firenze dal primo luglio. L'offerta prende i cantieri e i marchi ma lascia indietro i debiti, e con essi i contratti di costruzione in corso. Per chi ha una commessa Admiral o Perini la domanda non è più se il cantiere sopravvive, ma a quali condizioni sopravvive il suo contratto.

Chi ha riportato la notizia?

Reuters, Il Sole 24 Ore, Teleborsa, Borsa Italiana, MegaYacht News, Il Tirreno, La Nazione, Milano Finanza, Bolina.

Da fonti primarie: Reuters, Il Sole 24 Ore, Teleborsa, Borsa Italiana, MegaYacht News, Il Tirreno, La Nazione, Milano Finanza, Bolina.
Redazione YottersDirettore: Leon SolimanStandard editoriali

We do this for everyone who loves this world. The people who have spent their lives in it, and the people just discovering it. Yotters exists so that what we learn belongs to all of them.

Nobody pays us for this. No ads, no sponsors, nothing for sale. We just believe the world is a little better when knowledge is shared instead of kept.

If it gave you something today, tell us to keep going. Follow us, leave a like, or write a positive comment. We read every one, and they are what keeps us going.

Storie correlate

Industria e capitali

The Italian Sea Group chiede il concordato, EUR 267 mln scaduti

Industria e capitali

Gli armatori di The Italian Sea Group tornano a poter risolvere e farsi rimborsare

Industria e capitali

Italian Sea Group apre le offerte per i suoi cantieri, scadenza 15 ottobre

Il Brief di Yotters

Il mondo dello yachting, letto ogni mattina.

Le storie che muovono il mondo dello yachting, prima che si muova il mercato. Unisciti agli armatori, ai broker e ai cantieri che iniziano la giornata con Yotters.