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La nuova norma equipaggi rende il rimpatrio una spesa certa per l'armatore

Gli emendamenti adottati dalla Conferenza internazionale del lavoro il 6 giugno 2025 e attesi in vigore il 23 dicembre 2027 fissano l'obbligo di rimpatrio dell'armatore a un minimo definito: viaggio di rientro, vitto e alloggio lungo il percorso, trasporto di 30 kg di bagaglio e cure mediche fino a quando il marittimo è in grado di viaggiare. Per un armatore è una nuova soglia minima sotto una voce di costo corrente e una nuova esposizione legale, entrambe più economiche da pianificare oggi che da affrontare alla passerella.
17 luglio 20262 min di letturaRedazione YottersA cura di Leon Soliman
La nuova norma equipaggi rende il rimpatrio una spesa certa per l'armatore

Adottati, non ancora vincolanti

Il Comitato tripartito speciale dell'Organizzazione internazionale del lavoro ha concordato il pacchetto a Ginevra dal 7 all'11 aprile 2025, e la Conferenza internazionale del lavoro lo ha adottato formalmente il 6 giugno 2025 nella sua 113esima sessione. In base alla procedura di accettazione tacita della convenzione, l'entrata in vigore è attesa per il 23 dicembre 2027, la data su cui lavorano il West of England P&I Club e le società di classificazione. Fino ad allora, nulla di questa tornata vincola uno Stato di bandiera o un armatore.

La tornata precedente mostra quanto in fretta ciò che è in sospeso diventi fatturabile. Dockwalk ha ricordato agli equipaggi che gli emendamenti del 2022 sono entrati in vigore il 23 dicembre 2024, imponendo agli yacht di aggiornare entrambe le parti della dichiarazione di conformità al lavoro marittimo e di aggiungere accesso a internet a tariffe eque, cibo gratuito che rispetti le preferenze religiose e culturali e dispositivi di protezione di taglia adeguata. Ogni cambiamento di questo tipo finisce, alla fine, sull'armatore che porta l'unità.

La soglia minima del rimpatrio

La modifica principale fissa che cosa deve coprire come minimo l'obbligo di rimpatrio di un armatore: il viaggio verso la destinazione concordata, vitto e alloggio dal momento in cui il membro dell'equipaggio lascia la nave, il trasporto di un massimo di 30 kg di bagaglio personale e le cure mediche fino a quando il marittimo è in grado di viaggiare. Una linea guida di accompagnamento aggiunge retribuzione e indennità per il viaggio ovunque la legge nazionale o un contratto collettivo le prevedano.

Per gli yacht sopra le 500 GT la macchina finanziaria esiste già, e sta sul lato dell'armatore. SuperyachtNews nota che quelle unità devono portare certificati di garanzia finanziaria che coprano il rimpatrio tempestivo e fino a quattro mesi di salari non pagati in caso di insolvenza dell'armatore o di sequestro della nave, e che il port state control ferma le unità che navigano senza. La tornata in sospeso scrive la lista dei costi minimi dentro lo standard obbligatorio stesso.

Dove la responsabilità va più a fondo

Un nuovo standard elimina visti e permessi speciali per la libera uscita, obbliga le autorità portuali a motivare qualsiasi rifiuto, per iscritto se il marittimo o il comandante lo chiede, e impone agli armatori di far scendere a terra all'arrivo l'equipaggio fuori servizio, salvo che lo impediscano regole portuali, sicurezza o effettive necessità operative. Una linea guida di accompagnamento chiede agli Stati di trattare i marittimi come lavoratori essenziali.

Sono le righe più silenziose a portare l'esposizione più tagliente. Gli armatori devono adottare e far rispettare politiche contro la violenza e le molestie di ogni tipo a bordo, comprese le molestie di genere, il bullismo e l'aggressione, con procedure di segnalazione che tutelino chi denuncia e chi segnala illeciti. L'approvvigionamento si estende ora ai prodotti per l'igiene mestruale e all'ultima edizione dell'International Medical Guide for Seafarers and Fishers. Nulla di tutto questo è grande in euro. Resta piccolo solo per l'armatore che lo mette a budget e lo documenta prima del dicembre 2027, invece di incontrarlo durante un fermo.

Cosa convince e cosa va valutato

Punti di forza

  • Il meccanismo di finanziamento esiste già per gli yacht più grandiLe imbarcazioni oltre le 500gt dispongono già di certificati di garanzia finanziaria per rimpatrio e salari non pagati; gli emendamenti del 2027 inseriscono una soglia minima di costo definita in un sistema in cui gli armatori già versano contributi, invece di creare da zero un nuovo apparato di conformità.

Da valutare

  • La responsabilità resta fuori dalla copertura P&I standard, e questo coglie impreparati gli armatoriI commenti legali del settore chiariscono che la responsabilità per salari e rimpatrio resta fuori da una polizza P&I standard - un armatore che presume che la propria copertura esistente già lo gestisca ha bisogno di un certificato di garanzia finanziaria separato, verificato dallo Stato di bandiera, prima di dicembre 2027, pena il rischio di fermo della nave.
  • Non esiste una cifra pubblicata sul costo reale del nuovo certificatoOgni fonte verificata in questo giro descrive in dettaglio l'obbligo di copertura senza indicare un premio, quindi un armatore non può ancora preventivare questa voce solo con informazioni pubbliche.

Informazioni pratiche

La nuova norma equipaggi rende il rimpatrio una spesa certa per l'armatore
Il certificato di cui un armatore ha davvero bisognoCon l'entrata in vigore prevista per il 23 dicembre 2027, uno yacht oltre le 500gt necessita SIA di una 'blue card' (garanzia finanziaria per salari e rimpatrio) SIA di una 'white card' (copertura di responsabilità P&I), depositate e verificate presso l'amministrazione di bandiera prima che la Dichiarazione di conformità al lavoro marittimo venga approvata.
La lacuna assicurativa da verificare oraLa responsabilità per salari e rimpatrio, insieme ai costi accessori, resta fuori da una polizza P&I standard - lì sono di norma coperti solo i sinistri per lesioni e decesso. Un armatore che presume che la copertura P&I esistente gestisca già il rimpatrio si sbaglia e ha bisogno del separato strumento di garanzia finanziaria.
Conseguenza dell'assenza di uno dei due certificatiIl controllo da parte dello Stato di approdo ferma una nave che naviga senza entrambi i certificati, secondo i commenti legali del settore.
Un precedente su quanto in fretta un obbligo pendente diventa esigibileIl round precedente dell'MLC fu adottato anni prima della scadenza e comunque entrò in vigore a una data fissa, il 23 dicembre 2024, imponendo dichiarazioni DMLC aggiornate, accesso a internet pagato per l'equipaggio e vitto religioso/culturale a partire esattamente da quel giorno, non gradualmente.
Cosa non è pubblicatoNessuna fonte verificata in questo giro riporta il costo effettivo del premio per il certificato di garanzia finanziaria 'blue card' - resta un'incognita di bilancio finché un armatore non lo chiede direttamente al proprio club P&I.

Le domande a cui risponde questo articolo

Che cosa è successo?

Gli emendamenti adottati dalla Conferenza internazionale del lavoro il 6 giugno 2025 e attesi in vigore il 23 dicembre 2027 fissano l'obbligo di rimpatrio dell'armatore a un minimo definito: viaggio di rientro, vitto e alloggio lungo il percorso, trasporto di 30 kg di bagaglio e cure mediche fino a quando il marittimo è in grado di viaggiare. Per un armatore è una nuova soglia minima sotto una voce di costo corrente e una nuova esposizione legale, entrambe più economiche da pianificare oggi che da affrontare alla passerella.

Quali sono i punti di forza?

Il meccanismo di finanziamento esiste già per gli yacht più grandi. Le imbarcazioni oltre le 500gt dispongono già di certificati di garanzia finanziaria per rimpatrio e salari non pagati; gli emendamenti del 2027 inseriscono una soglia minima di costo definita in un sistema in cui gli armatori già versano contributi, invece di creare da zero un nuovo apparato di conformità.

A che cosa devono badare armatori e acquirenti?

La responsabilità resta fuori dalla copertura P&I standard, e questo coglie impreparati gli armatori. I commenti legali del settore chiariscono che la responsabilità per salari e rimpatrio resta fuori da una polizza P&I standard - un armatore che presume che la propria copertura esistente già lo gestisca ha bisogno di un certificato di garanzia finanziaria separato, verificato dallo Stato di bandiera, prima di dicembre 2027, pena il rischio di fermo della nave.

Chi ha riportato la notizia?

International Labour Organization (Special Tripartite Committee), International Labour Conference, West of England P&I Club, Dockwalk, SuperyachtNews, DNV.

Da fonti primarie: International Labour Organization (Special Tripartite Committee), International Labour Conference, West of England P&I Club, Dockwalk, SuperyachtNews, DNV.
Redazione YottersDirettore: Leon SolimanStandard editoriali

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