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Design e brief dell'armatore

Il concetto Genesis di Ridoli vende uno scafo da 70-80 m, non ancora un motore

Il designer milanese Edoardo Ridoli ha presentato M.Y. Genesis, un concept di motoryacht da 70 a 80 metri pienamente sviluppato, la cui architettura navale, gerarchia degli spazi e linguaggio di design sono già definiti, mentre propulsione, materiali e finiture degli interni restano aperti alle scelte di un futuro armatore. Ribalta l'ordine consueto di una costruzione full custom: invece di commissionare un foglio bianco, l'acquirente eredita un design finito e lo modifica da lì, e Ridoli lo presenta privatamente, su appuntamento, durante il Cannes Yachting Festival di questa settimana.
24 agosto 20264 min di letturaRedazione YottersA cura di Leon Soliman
Ricevimento al crepuscolo tra due motoryacht Sunreef al Cannes Yachting Festival, i moli gremiti di ospiti
Ricevimento al crepuscolo tra due motoryacht Sunreef al Cannes Yachting Festival, i moli gremiti di ospitiPhoto: Sunreef Yachts / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Che cos'è esattamente M.Y. Genesis?

M.Y. Genesis è un concept di motoryacht da 70 a 80 metri pienamente sviluppato dal designer milanese Edoardo Ridoli, costruito attorno a uno scafo fast-displacement, con linguaggio di design, gerarchia degli spazi e architettura navale già stabiliti.

Ridoli ha costruito Genesis su una piattaforma di scafo fast-displacement, che descrive come un'interpretazione contemporanea di proporzione e presenza piuttosto che una forma planante o a dislocamento convenzionale. Sopra la linea di galleggiamento, quattro ponti si distribuiscono sulla sovrastruttura, coronati da un sundeck dedicato, con aggetti, terrazze e vetrate che creano profondità tra i livelli offrendo al contempo ombra e una transizione graduale tra spazi chiusi e all'aperto. All'esterno prevalgono proporzioni orizzontali marcate e una disposizione architettonica stratificata, con superfici bianche piene in contrasto con fasce vetrate scure che corrono in continuità lungo scafo e sovrastruttura. Ridoli definisce lo yacht un progetto pienamente sviluppato e non un semplice schizzo: architettura navale e piano generale sarebbero, a suo dire, già abbastanza consolidati da poter avviare subito lo sviluppo tecnico.

La vita indoor-outdoor è al centro del concept, con vetrate ampie e continue pensate per inondare l'interno di luce naturale e sfumare il confine tra la vita di bordo e il mare aperto, invece di inquadrare l'acqua come semplice vista da una finestra. Gli spazi esterni sono concepiti come veri ambienti di vita e non come semplici zone di passaggio: il layout comprende lounge riparate, aree prendisole aperte e ponti esterni rialzati, ciascuno pensato per un uso diverso, dal relax privato alla socialità diurna. La capacità ricettiva arriva a 12 ospiti con un equipaggio fino a 14 persone, cifre che collocano Genesis nella stessa fascia di ospiti dei recenti varati da 70-90 metri seguiti da questa redazione, tra cui il Project 832 di Feadship e la ricostruita Lady Vera di Nobiskrug.

Barche e yacht ormeggiati nel Vieux Port de Cannes al crepuscolo, una foresta di alberi lungo la banchina
Barche e yacht ormeggiati nel Vieux Port de Cannes al crepuscolo, una foresta di alberi lungo la banchinaPhoto: Jorge Lascar from Australia / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Cosa può davvero cambiare un futuro armatore?

Il linguaggio di design, la gerarchia degli spazi e l'architettura navale di Genesis sono fissati, ma propulsione, materiali, finiture degli interni, dotazioni e il cantiere che la costruirà restano interamente aperti, da definire in seguito tra il futuro armatore e il cantiere.

L'impostazione di Ridoli inverte la sequenza tipica di un ordine full custom. Di norma un acquirente parte da un foglio bianco e da un cantiere, poi trascorre un anno o più con uno studio di design prima di arrivare a un piano generale preventivabile. Genesis offre invece un piano generale, un'architettura navale e un'identità esterna già esistenti, lasciando all'acquirente il compito di modificare anziché progettare da zero: la propulsione resta esplicitamente aperta e verrà scelta secondo le preferenze del futuro armatore, che si tratti di un impianto diesel convenzionale, di una soluzione ibrida o di qualcosa di più ambizioso. Materiali degli interni, dotazioni e dettagli della specifica tecnica sono descritti negli stessi termini, come aree che futuro armatore e cantiere definiranno insieme preservando l'identità fondamentale dello yacht.

Anche il nome fa parte di questo lavoro. Ridoli afferma che Genesis rifletta origine, rinnovamento e il punto in cui un'ambizione comincia a prendere forma materiale, e presenta il concept come una proposta per un armatore pronto a intraprendere un percorso di design significativo, più che come un prodotto commerciale finito. È così che viene mostrato: non su uno stand pubblico per i visitatori di passaggio, ma privatamente, su appuntamento, durante il Cannes Yachting Festival, dove Ridoli discuterà direttamente con potenziali acquirenti il percorso verso la realizzazione. È un argomento di vendita rivolto a una singola firma, non alla folla.

Frangiflutti all'imboccatura del Vieux Port de Cannes, superyacht ormeggiati presso i fari del porto al tramonto
Frangiflutti all'imboccatura del Vieux Port de Cannes, superyacht ormeggiati presso i fari del porto al tramontoPhoto: Jorge Lascar from Australia / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Chi è Edoardo Ridoli, e ha già costruito qualcosa di queste dimensioni?

Ridoli dirige uno studio di design con sede a Milano, e prima di Genesis il suo incarico più grande era uno dei quattro design esterni e interni firmati per l'Anemos Signature E-Series da 30 a 38 metri di Hargrave Custom Yachts, un salto dimensionale notevole verso un concept da 70-80 metri.

All'inizio del 2026 Ridoli è stato uno dei quattro studi di design, insieme a Satura Studio, Tony Castro Yacht Design e Facheris Yacht Design Studio, incaricati dal cantiere americano Hargrave Custom Yachts di firmare ciascuno una variante della nuova Anemos Signature E-Series, una piattaforma raised-pilothouse da 30 a 38 metri. Il contributo di Ridoli a quella serie era caratterizzato da vetrate estese e linee esterne tese, con una palette d'interni color crema pensata per un'atmosfera di bordo calma e distesa. Quel progetto ha dato a Ridoli un riferimento produttivo presso un cantiere americano affermato, ma a circa la metà della lunghezza di Genesis e all'interno di una piattaforma di scafo esistente, non progettata da zero.

Genesis non ha alcun impegno di cantiere. Questo la distingue dalla serie di concept guidati dal design seguiti da questa redazione nel corso di agosto, quasi tutti già ancorati a un costruttore: il progetto da 92 metri con suite divisibile di AB Yacht Design, il Wanderlust95 di DYDXL e la tripla declinazione del Livia di RMK sono stati tutti presentati come proposte legate a un cantiere. Genesis è un esercizio di design indipendente che deve ancora trovare sia un partner costruttivo sia un acquirente prima di diventare un numero di scafo assegnato, un punto di partenza materialmente diverso, e più rischioso, rispetto a un concept già sostenuto dal reparto tecnico e dagli spazi di produzione di un cantiere.

Come si inserisce Genesis nel più ampio trend dei concept di design di questo mese?

Genesis è il quarto concept di design aperto e modificabile dall'acquirente nella fascia 30-90 metri seguito da questa redazione nel solo mese di agosto, prova che gli studi di design propongono sempre più concept già finiti direttamente agli acquirenti prima, non dopo, l'impegno di un cantiere.

Il progetto da 92 metri di AB Yacht Design, il Wanderlust95 di DYDXL e la tripla declinazione del Livia di RMK sono comparsi tutti nello stesso mese, ciascuno offrendo all'acquirente un design in gran parte definito da adattare invece di un processo di commessa da avviare da zero. Il tempismo non è casuale: l'avvicinarsi di Cannes e Monaco concentra in poche settimane gli incontri privati con gli acquirenti del calendario, è un concept già finito offre a uno studio di design un modo a basso rischio di proporsi direttamente a un potenziale armatore senza dover prima assicurarsi il tempo tecnico di un cantiere. Per uno studio delle dimensioni di quello di Ridoli, non ancora testato oltre i 70 metri, un concept pienamente elaborato è anche un esercizio di credibilità: dimostra competenza in architettura navale e piano generale a una scala che il suo curriculum costruito non copre ancora.

Per un acquirente, l'attrattiva è un percorso più rapido dalla decisione alla posa della chiglia, dato che gran parte del rischio e del tempo di progettazione che normalmente precedono un contratto sono già stati assorbiti. Il rovescio della medaglia è che, per ora, Genesis resta una proposta su carta: non c'è un cantiere designato, non e stata pubblicata una stazza lorda, né una velocità, un'autonomia o un prezzo. L'affermazione di Ridoli secondo cui il quadro progettuale sarebbe già abbastanza consolidato da avviare subito lo sviluppo resta non verificata al di fuori della sua stessa presentazione finché un cantiere non si impegnera davvero a costruirla, e fino ad allora Genesis e una proposta rivolta alla firma di un armatore, non uno yacht in costruzione.

Cosa convince e cosa va valutato

Punti di forza

  • Un punto di partenza già finitoArchitettura navale, piano generale e identità esterna sono già definiti, il che può ridurre il tempo tra la decisione di un armatore è un contratto di costruzione firmato rispetto a una commessa full custom da zero.
  • Flessibilita vera dove contaPropulsione, materiali, dotazioni e finiture degli interni restano esplicitamente aperti, così l'acquirente non e vincolato a un'unica via tecnica come accadrebbe con una serie standard di cantiere.
  • Una proposta privata e mirataPresentarlo su appuntamento invece che su uno stand pubblico segnala che il concept e rivolto ad acquirenti seri, non usato come vetrina pubblicitaria per i visitatori di passaggio.

Da valutare

  • Senza cantiere non c'è calendarioSenza un costruttore associato non esiste ancora uno slot di produzione reale, una stima di consegna o un'approvazione tecnica dietro al concept: non si può ordinare come un progetto già legato a un cantiere.
  • Nessun dato di prestazioni o costiStazza lorda, velocità, autonomia e prezzo mancano del tutto, quindi un potenziale acquirente non può confrontare Genesis con uno yacht reale su costi di gestione o capacità.
  • Non testato a questa scalaIl maggior riferimento costruito di Ridoli e una serie raised-pilothouse da 30 a 38 metri per Hargrave; Genesis chiede a un acquirente di fidarsi di un salto dimensionale quasi doppio senza un progetto di riferimento completato di dimensioni comparabili.

Informazioni pratiche

Il concetto Genesis di Ridoli vende uno scafo da 70-80 m, non ancora un motore
LunghezzaDa 70 a 80 metri (lunghezza definitiva secondo le specifiche dell'armatore)
Ospiti / equipaggioFino a 12 ospiti, equipaggio fino a 14 persone
PontiQuattro ponti sopra la linea di galleggiamento più un sundeck dedicato
Tipo di scafoPiattaforma fast-displacement
PropulsioneNon ancora specificata - scelta lasciata al futuro armatore
CantiereNon ancora indicato - il concept è indipendente da qualsiasi costruttore
DesignerEdoardo Ridoli, studio milanese ER Architecture & Yacht Design
Dove è stato mostratoPrivatamente, su appuntamento, al Cannes Yachting Festival 2026
Cosa non è stato pubblicatoNon sono state diffuse stazza lorda, velocità, autonomia o prezzo; ogni dato oltre lunghezza e numero di ponti proviene dalla sola presentazione di Ridoli

Le domande a cui risponde questo articolo

Che cosa è successo?

Il designer milanese Edoardo Ridoli ha presentato M.Y. Genesis, un concept di motoryacht da 70 a 80 metri pienamente sviluppato, la cui architettura navale, gerarchia degli spazi e linguaggio di design sono già definiti, mentre propulsione, materiali e finiture degli interni restano aperti alle scelte di un futuro armatore. Ribalta l'ordine consueto di una costruzione full custom: invece di commissionare un foglio bianco, l'acquirente eredita un design finito e lo modifica da lì, e Ridoli lo presenta privatamente, su appuntamento, durante il Cannes Yachting Festival di questa settimana.

Quali sono i punti di forza?

Un punto di partenza già finito. Architettura navale, piano generale e identità esterna sono già definiti, il che può ridurre il tempo tra la decisione di un armatore è un contratto di costruzione firmato rispetto a una commessa full custom da zero.

A che cosa devono badare armatori e acquirenti?

Senza cantiere non c'è calendario. Senza un costruttore associato non esiste ancora uno slot di produzione reale, una stima di consegna o un'approvazione tecnica dietro al concept: non si può ordinare come un progetto già legato a un cantiere.

Chi ha riportato la notizia?

Superyacht Times (Ann Yabut, 17 August 2026), BOAT International, Hargrave Custom Yachts, Megayacht News.

Da fonti primarie: Superyacht Times (Ann Yabut, 17 August 2026), BOAT International, Hargrave Custom Yachts, Megayacht News.
Redazione YottersDirettore: Leon SolimanStandard editoriali

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