Weichai vince Ferretti 52-47, Komarek va in causa per ribaltare il voto

Weichai tiene il consiglio, Galassi esce
Il 14 maggio gli azionisti di Ferretti Group hanno sostenuto una lista consiliare presentata da Weichai, il gruppo industriale cinese primo socio di Ferretti con circa il 39,5 per cento. Reuters ha riferito che la lista Weichai ha raccolto circa il 52 per cento dei voti contro circa il 47 per cento di una lista rivale di KKCG Maritime, il veicolo del miliardario ceco Karel Komarek, che aveva portato la propria quota a circa il 23 per cento tramite un'offerta parziale a 3,90 euro per azione. Il risultato ha chiuso i 12 anni di Alberto Galassi da amministratore delegato. Stassi Anastassov, ex dirigente di Procter and Gamble, è stato nominato CEO, con Tan Ning di Weichai presidente. Piero Ferrari e Stefano Domenicali hanno lasciato il consiglio il giorno stesso del voto.
Ferretti è un gruppo di sette marchi: Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, CRN, Custom Line e Wally, quest'ultimo passato sotto pieno controllo all'inizio di quest'anno. Chi controlla il consiglio fissa allocazione del capitale, programmi di modello e investimenti nei cantieri per tutti quanti. Per un armatore già in costruzione, o che valuta un nuovo ordine in uno di quei cantieri, la domanda di breve termine è la continuità, perché un nuovo amministratore delegato e un nuovo presidente ereditano un portafoglio ordini e un calendario di consegne che li precedono.
Lo scontro si sposta in un'aula di Bologna
KKCG non ha accettato l'esito. A giugno ha depositato ricorso al Tribunale civile di Bologna chiedendo la sospensione d'urgenza del consiglio appena insediato e di Anastassov, secondo Ferretti e le ricostruzioni di SuperyachtNews e Marine Industry News. Il gruppo di Komarek sostiene che i voti di Weichai avrebbero dovuto essere congelati in base alla normativa italiana sul golden power, il decreto legge 21 del 2012, perché una divisione Ferretti costruisce unità di pattugliamento e sicurezza per la Marina italiana, i carabinieri, la guardia costiera e la polizia, e perché Weichai non ha notificato a Roma la propria partecipazione come le regole richiedono. Anche il governo italiano ha una verifica in corso. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha confermato che è stata Ferretti stessa a chiedere a Roma di attivare le procedure di golden power, e il comitato competente sta esaminando se intervenire a tutela della tecnologia italiana.
Ferretti ha dichiarato che tutelerà i propri diritti con l'assistenza legale e che l'operatività prosegue normalmente, e Anastassov ha detto ai dipendenti che il gruppo manterrà la propria identità italiana. Entrambe le parti stanno esponendo la propria tesi, e a metà luglio non era stata emessa alcuna decisione di tribunale o di governo. Per un acquirente il punto pratico è l'incertezza in sé. Finché il tribunale di Bologna non si pronuncia sulla richiesta di sospensione e Roma non decide se usare il golden power, l'identità del consiglio che controlla il gruppo è contesa, non definita.


Che cosa devono seguire armatori e acquirenti
La battaglia arriva su un mercato più molle. Ferretti ha riportato ricavi del primo trimestre 2026 in calo dell'8 per cento a 302 milioni di euro, con raccolta ordini trimestrale giù del 33,6 per cento a 179,6 milioni di euro, mentre il portafoglio ordini complessivo si è mantenuto vicino a 1,718 miliardi di euro. La società ha indicato ricavi per l'intero anno tra circa 1,25 e 1,265 miliardi di euro. Il business corrente resta ampio e ancora in crescita, anche se i nuovi ordini rallentano e la questione della proprietà passa dai tribunali.
Per un armatore a metà costruzione, l'ancora sono il portafoglio ordini e i contratti esistenti, perché consegne e garanzie stanno in capo alle società operative e non all'azionista che vince il voto. Per un potenziale acquirente la lettura sobria è separare la barca dal consiglio di amministrazione. Chiedete al cantiere di confermare per iscritto date di slot, pagamenti a stato avanzamento e garanzia di consegna, e seguite due date che non dipendono da Ferretti: la pronuncia di Bologna sulla richiesta di sospensione di KKCG e qualsiasi decisione di golden power da Roma. Entrambe possono decidere chi guiderà Riva, Pershing e CRN.