Chopi Chopi

- LOA: 80 m
- Stazza lorda: 2.363 GT
- Baglio: 13,5 m
- Consegna: 2013
- Design esterni: Zuccon International Project
- Design interni: Laura Sessa
- Ospiti ed equipaggio: 12 ospiti, oltre 30 di equipaggio
- Motori e autonomia: due diesel Caterpillar, circa 6.000 nm a 12 kn
L'ammiraglia che ha ridefinito la scala di CRN
Chopi Chopi è arrivata come un vero cambio di passo per CRN. Con 80 metri e circa 2.363 GT era la consegna più grande del cantiere fino a quel momento, e portava il peso di quell'ambizione in ogni dimensione. La costruzione ha richiesto circa 660.000 ore di lavoro, una cifra che lascia intuire quanto dettaglio su misura sia finito nella barca. È stata completata nel 2013, dopo un periodo difficile per l'intero settore, il che ha reso il risultato ancora più significativo.
Lo yacht si sviluppa su cinque ponti più un ponte cisterne, offrendo quasi 1.900 metri quadrati di spazio utilizzabile. Quel volume ha dato al team di progetto la possibilità di distribuire aree di vita che sembrerebbero generose anche su una barca più grande. Per il cantiere il progetto ha dimostrato che un CRN full custom poteva competere con i nomi più grandi nella classe degli 80 metri. Ha fissato un modello su cui barche successive come Cloud 9 e Mimtee avrebbero costruito.
Un profilo disegnato per un'autorevolezza tranquilla
Gli esterni sono arrivati da Zuccon International Project, uno studio con una lunga storia nel cantiere. Il team ha evitato rilievi netti e angoli scenografici, scegliendo un profilo a gradoni che scende pulito da prua a poppa. Il risultato porta la sua lunghezza senza apparire pesante, un effetto che lo studio ha descritto come un equilibrio tra come la barca appare e come funziona. Lunghe fasce di finestratura corrono lungo scafo e sovrastruttura, legando insieme i ponti.
Buona parte della progettazione esterna è ruotata attorno alla riservatezza dell'armatore. Una zona alta è stata destinata a un ponte privato con terrazza di poppa, separata dal flusso principale degli ospiti. Un elipad omologato per un elicottero da tre tonnellate è collocato lontano dagli spazi di vita, così arrivi e partenze non disturbano il resto della barca. L'aspetto complessivo doveva invecchiare lentamente, una qualità che il cantiere apprezza su barche destinate a restare in famiglia per anni.
L'ammiraglia di 80 metri che ha mostrato fin dove poteva spingersi un CRN full custom.
Understatement tra acero e marmo
Laura Sessa ha curato gli interni, lavorando su un registro che il cantiere ha definito di elegante understatement. Acero e rovere sbiancato compaiono negli ambienti principali, con alcuni pannelli finiti a strisce alternate opache e lucide che catturano la luce mentre gli ospiti si muovono. Il marmo Perlatino Europa color crema riveste bagni e servizi di giorno, dando a quegli ambienti un tono morbido e coerente. La palette resta silenziosa e lascia che sia il volume degli ambienti a produrre l'effetto.
Il cuore conviviale della barca è la sala da pranzo del ponte superiore, costruita attorno a un tavolo su misura da diciotto posti. Una sezione centrale rimovibile, realizzata da Galerie van der Straeten, divide il tavolo in due tavole rotonde per gruppi più piccoli. Più in basso, un beach club si apre su ambienti wellness che comprendono una sauna e un hammam, collegati al salone principale da una scala interna centrale. Le cabine sono state personalizzate per i figli dell'armatore, un promemoria che questa è in fondo una barca di famiglia.
Volume gestito con una navigazione silenziosa
La potenza arriva da una coppia di diesel Caterpillar, per una velocità massima di circa 16 nodi e una crociera comoda vicina ai 15 nodi. A 12 nodi lo yacht copre circa 6.000 miglia nautiche, abbastanza per lunghe traversate oceaniche tra una stagione e l'altra. Il brief ingegneristico ha messo il comfort davanti al passo puro, una scelta adatta a una barca di questa misura e destinazione. Il controllo del rumore è stato un'attenzione particolare durante la costruzione.
Il cantiere ha usato strati di Rockwool e pavimentazioni su supporti in gomma per abbattere il rumore, arrivando a circa 60 decibel in salone e 55 nelle cabine in navigazione. In plancia, un ampio tavolo I-Chart di Team Italia raccoglie navigazione e impianti di bordo in un'unica consolle ad alta tecnologia. Sono dettagli che raramente finiscono in una brochure, eppure danno forma alla vita quotidiana a bordo. Segnano Chopi Chopi come una barca progettata per soggiorni lunghi.
A chi si addice Chopi Chopi
Chopi Chopi parla a un armatore che vuole la scala vera degli 80 metri senza lo stile spigoloso che alcuni grandi yacht indossano. Il ponte armatoriale privato e le cabine per i figli indicano qualcuno che naviga con parenti e ospiti stretti a bordo, per viaggi privati. La lunga autonomia e la navigazione silenziosa la rendono adatta ad armatori che si spostano tra il Mediterraneo e acque più lontane. Ripaga la pazienza e la proprietà di lungo periodo.
Sul mercato del brokerage resta una delle consegne che hanno fatto storia in CRN e un riferimento per il lavoro di ammiraglia del cantiere. Chi guarda barche di questa età la metterà a confronto con altri giganti dei primi anni Dieci, dove volume e pedigree contano quanto la velocità dichiarata. Gli esterni Zuccon e gli interni Sessa le danno una genealogia progettuale riconosciuta che tiene il valore nel tempo. Per l'armatore giusto offre una piattaforma collaudata alla scala vera di un'ammiraglia.
Design
- Esterni: Zuccon International Project
- Interni: Laura Sessa (Laura Sessa Romboli)
- Architettura navale: CRN (Ferretti Group Engineering)
A chi si rivolge: Armatori che vogliono il volume vero di un'ammiraglia di 80 metri con una navigazione silenziosa e a misura di famiglia, e un pedigree di design collaudato firmato Zuccon e Sessa.