Mangusta Oceano 46

- LOA: 45,5 m (149 ft)
- Baglio: 9 m
- Motori: 2 x MTU 12V 2000 M86, 1.700 hp ciascuno
- Propulsione: due linee d'asse con eliche a passo fisso
- Velocità massima: circa 16 nodi, crociera circa 11 nodi
- Autonomia: circa 4.000 nm alla velocità di crociera
- Ospiti ed equipaggio: fino a 12 in 5 cabine, 9 di equipaggio in 5 cabine
- Costruzione e design: scafo in composito circa 499 GT, esterno Stefano Righini, interno Alberto Mancini, stabilizzatori a zero velocità e in navigazione
Un world cruiser sotto le 500 GT
L'Oceano 46 sta nel mezzo della gamma dislocante, sopra il 39 e il 44 e sotto il 50, il 52 e il 60. Con 45,5 metri è tenuto deliberatamente sotto le 500 GT, una soglia che rende più semplici equipaggio e adempimenti per un armatore privato. Per centrare quel bersaglio su una barca di questa taglia lo scafo è costruito in composito, più leggero dell'acciaio usato più in alto nella gamma. Il risultato è molta barca in un pacchetto che resta gestibile.
L'idea Oceano è comfort silenzioso a lunga autonomia, con il passo tenuto contenuto e il raggio tenuto lungo. Il 46 offre esattamente questo, con un'autonomia di 4.000 miglia e una navigazione serena. È costruito per armatori che misurano uno yacht da dove può portarli e da come si vive alla fonda. Restare sotto le 500 GT è una scelta deliberata per tenere rilassata l'intera esperienza.
Due firme, un profilo calmo
Il 46 è insolito nella gamma perché divide il proprio progetto fra due nomi. Stefano Righini ha disegnato l'esterno, portando un profilo pulito e senza tempo con una sovrastruttura ben proporzionata. Alberto Mancini ha preso l'interno e ha dato agli ambienti un carattere contemporaneo e riposante. Quell'accoppiata produce una barca coerente fuori e dentro senza appoggiarsi a una firma unica.
Lo scafo in composito tiene basso il peso e aiuta il 46 a restare efficiente sulle lunghe distanze. Le vetrature ampie inondano l'interno di luce naturale e collegano gli ospiti al mare. Gli spazi di coperta sono generosi, con un buon sun deck e un pozzetto di poppa fatto per i pranzi lunghi alla fonda. Una plancetta e una zona beach a poppa portano gli ospiti vicini all'acqua quando la barca è ferma. L'immagine complessiva è quieta e sicura di sé, il tipo di barca che invecchia con grazia attraverso molte stagioni.
Un cruiser in composito da 45,5 metri tenuto sotto le 500 GT, buono per 4.000 miglia silenziose.
Spazio e quiete all'interno
Sotto, il 46 dorme fino a 12 ospiti in cinque cabine, con un equipaggio di nove in altre cinque. Una suite armatoriale a baglio pieno occupa la sezione più larga dello scafo, e le cabine ospiti sono disposte per la riservatezza nei viaggi lunghi. Le grandi finestre tengono luminoso il ponte inferiore e aperta l'atmosfera. Il salone di ponte principale scorre a poppa verso il pozzetto per una vita facile fra dentro e fuori.
L'interno di Mancini tende al moderno e al calmo, con materiali chiari e falegnameria pulita dappertutto. Ogni 46 è un progetto semi-custom, quindi l'armatore può definire layout e finiture secondo il proprio gusto. Comfort e stivaggio sono lavorati su uno standard vero da navigazione mondiale. Per una barca tenuta sotto le 500 GT il senso di volume è molto generoso.
Miglia silenziose con stabilizzatori sempre attivi
Il 46 è spinto da due MTU 12V 2000 M86 da 1.700 hp ciascuno, che muovono linee d'asse convenzionali. La velocità massima si colloca attorno ai 16 nodi, con una crociera rilassata vicina agli 11 nodi. A quell'andatura l'autonomia arriva a circa 4.000 miglia nautiche, sufficienti per lunghe tratte oceaniche. Tutta la catena cinematica è calibrata per una marcia silenziosa ed efficiente sulla distanza.
Gli stabilizzatori che lavorano sia alla fonda sia in navigazione sono centrali per il comfort del 46. Da fermi smorzano il rollio che rovina il tempo all'ancora, e in navigazione tengono la barca stabile con mare formato. Uniti allo scafo dislocante calmo, rendono i viaggi lunghi facili per gli ospiti. La trasmissione a due linee d'asse è semplice e robusta, il tipo di soluzione che continua a funzionare lontano da un cantiere. Il consumo resta basso alla velocità di crociera contenuta, ed è anche così che la barca arriva a 4.000 miglia. È una barca progettata per essere vissuta a bordo per settimane senza affaticare.
L'armatore a cui si rivolge
Il 46 si rivolge all'armatore che vuole un vero yacht a lunga autonomia tenuto sotto le 500 GT di proposito. Quella soglia mantiene più leggeri il numero di equipaggio, i costi di esercizio e gli adempimenti rispetto a una barca in acciaio più grande. L'autonomia di 4.000 miglia e gli stabilizzatori sempre attivi ne fanno una piattaforma che va davvero ovunque per una famiglia. Gli armatori che mettono calma e comfort davanti alla velocità si troveranno a casa a bordo.
Attira anche l'acquirente che vuole un progetto distintivo senza uno stile di casa unico stampato su tutto. L'esterno Righini e l'interno Mancini danno alla barca un equilibrio proprio. Il comfort alla fonda è forte quanto la capacità in navigazione, il che conta nelle lunghe soste in una sola baia. Come world cruiser gestibile con raggio vero, il 46 è ben calibrato.
A chi si rivolge: L'armatore che vuole un cruiser a lunga autonomia distintivo tenuto sotto le 500 GT per un equipaggio più leggero e adempimenti più semplici.