Mangusta nasce nel 1985 per iniziativa di Giuseppe Balducci, un costruttore toscano che si era formato nei cantieri di Viareggio prima di mettersi in proprio. Il nome è quello dell'animale noto per affrontare e battere il cobra, ed è stato scelto come sfida diretta a Cobra, allora il marchio dominante fra gli open sportivi costruiti da Tecnomarine. Fin dall'inizio il cantiere si è proposto di costruire barche open veloci con una presenza vera, non racer spogliati. Quella vena competitiva attraversa ancora oggi il marchio.
Il momento decisivo è arrivato negli anni Novanta con il Mangusta 80. Fino ad allora gli yacht open avevano raramente superato gli 80 piedi, e gli armatori che volevano lunghezza di solito rinunciavano alla velocità o allo spazio abitabile per ottenerla. L'80 ha dimostrato che un grande open planante poteva restare veloce offrendo lo spazio e il comfort di un motoryacht molto più pesante. Quell'idea è diventata la categoria Maxi Open, e da allora Mangusta ne è l'interprete riconosciuta. In quattro decenni il cantiere ha consegnato più di 300 yacht.
Oggi la flotta è organizzata in tre famiglie distinte. La gamma Maxi Open REV porta avanti l'idea originale dell'open sportivo con scafi plananti in composito e propulsione a idrogetto, con l'ammiraglia 165 REV al vertice. La linea GranSport è un crossover dislocante veloce in alluminio che scambia la velocità massima pura con un'autonomia molto maggiore e la capacità di attraversare gli oceani. La linea Oceano passa agli scafi in acciaio e al dislocante puro per gli armatori che vogliono uno yacht a lunga autonomia costruito secondo standard commerciali.
A legare le tre gamme è un approccio condiviso di design e di ingegneria più che un'immagine unica. Alberto Mancini ha dato forma agli esterni di GranSport e Oceano, mentre la più recente gamma REV è stata disegnata da Igor Lobanov di Lobanov Design. L'architettura navale degli yacht dislocanti più grandi arriva dallo studio Ausonio di Viareggio. Gli interni sono curati internamente dall'ufficio design di Overmarine Group, con ogni yacht trattato come un progetto semi-custom perché l'armatore possa definire layout e materiali.
Overmarine Group costruisce i suoi yacht in Toscana, in siti vicini a Viareggio, Massa e Pisa che insieme coprono circa 190.000 mq. Viareggio è un centro della nautica italiana da più di un secolo, e il cantiere sta dentro quella rete fitta di fornitori specializzati e maestranze. Tenere il lavoro vicino significa che il gruppo può controllare le fasi costruttive dalla laminazione o dalla carpenteria metallica fino all'allestimento finale.
L'azienda resta di proprietà e a conduzione familiare. I figli di Giuseppe Balducci, Maurizio e Katia, guidano oggi il gruppo, e nel 2025 il cantiere ha celebrato quarant'anni dalla fondazione. Quella continuità conta per chi compra yacht che richiedono anni per essere costruiti e decenni per essere posseduti. Spiega anche perché il marchio sia rimasto concentrato sugli open veloci e sui crossover invece di inseguire ogni segmento di mercato.
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