Pietro Riva fonda il cantiere nel 1842 a Sarnico, un piccolo centro sulla sponda del lago d'Iseo, nel Nord Italia. La famiglia comincia come costruttori di barche al servizio del lago, riparando e costruendo imbarcazioni da lavoro per diverse generazioni. Negli anni Venti e Trenta Serafino Riva porta l'attività verso i motoscafi e le corse. Il cantiere raccoglie vittorie nazionali e internazionali che costruiscono la sua prima reputazione di velocità. Quel pedigree agonistico colora ancora oggi il modo in cui Riva si presenta.
Carlo Riva, nato nel 1922, porta l'azienda al suo apice nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Innesta la disciplina industriale sull'artigianato manuale e fa del marchio un sinonimo di motoscafi veloci ed eleganti. Sotto la sua guida i runabout Riva diventano una presenza fissa lungo la Riviera e oggetti del desiderio ben oltre l'Italia. Il nome arriva a rappresentare una certa idea di fascino italiano sull'acqua. Tra gli armatori dell'epoca ci sono stelle del cinema e teste coronate, il che fissa quelle barche nella memoria collettiva.
Il lavoro di Carlo Riva con l'architetto Giorgio Barilani, avviato nel 1956, porta all'Aquarama, varato nel novembre del 1962. Due motori danno alla barca una velocità massima vicina ai 40 nodi. Uno scafo in mogano, un parabrezza avvolgente e una tappezzeria color acquamarina le danno l'aspetto che le vale il nome. La stampa la chiama presto la Ferrari del mare. Resta la singola barca che quasi tutti immaginano sentendo il nome Riva.
Riva continua a costruire runabout in legno molto dopo che la vetroresina ha conquistato il mercato più ampio. L'ultimo Aquarama Special in legno, scafo numero 784, esce da Sarnico nel 1996. Quel lungo impegno sul mogano posato a mano modella ancora il modo in cui il cantiere moderno tratta superfici e finiture. Il legno resta una firma anche su barche oggi stampate in composito. Gli Aquarama restaurati continuano a passare di mano per cifre importanti, il che tiene la leggenda commercialmente viva.
La famiglia Riva vende il cantiere all'americana Whittaker nel 1969, e l'azienda passa poi alla britannica Vickers nel 1989. Riva entra nel Gruppo Ferretti nel 2000, che porta il capitale e la base industriale per passare dai runabout da lago agli yacht d'altura. Lo storico sito di Sarnico costruisce ancora le imbarcazioni più piccole della gamma. Gli yacht e i superyacht di maggiori dimensioni escono dagli stabilimenti più grandi del gruppo. Quella divisione permette a Riva di conservare l'eredità delle barche in legno mentre cresce verso le misure dell'era dell'acciaio.
Dal 1994 ogni Riva è disegnata da Officina Italiana Design, lo studio fondato da Mauro Micheli e Sergio Beretta. Micheli era entrato in cantiere dopo aver vinto un concorso di design Riva nel 1984. La collaborazione in esclusiva è stata rinnovata nel 2024 fino al 2030. Copre tanto le linee esterne quanto gli interni su tutta la gamma. Quella continuità di firma è rara in un settore che spesso cambia progettista modello per modello.
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