Feadship non è un singolo cantiere ma un'alleanza di costruttori olandesi nata nel 1949 con il nome First Export Association of Dutch Shipbuilders. L'iniziativa fu creata per presentare agli acquirenti americani il meglio della nautica olandese sotto un'unica insegna. Oggi il suo nucleo è formato da due cantieri storici, Royal Van Lent, fondato nel 1849, e Koninklijke De Vries Scheepsbouw, fondato nel 1906, insieme allo studio di progettazione De Voogt Naval Architects. Entrambi i cantieri hanno ricevuto il titolo reale, assegnato nel rispettivo centenario. Dietro ogni Feadship moderno c'è quella lunga discendenza.
La forza dell'alleanza sta nella profondità di competenze che mette in comune tra diversi siti nei Paesi Bassi. Ogni cantiere porta i propri maestri d'ascia, i propri ingegneri e le proprie tradizioni, coordinati dal design e dall'architettura navale di De Voogt. Questa struttura permette a Feadship di costruire yacht molto grandi e complessi mantenendo la qualità artigianale di un'azienda di famiglia. Qui la continuità conta, con un sapere che passa di generazione in generazione tra i carpentieri navali. Il risultato è un costruttore che unisce capacità industriale e artigianato vero.
Feadship costruisce soltanto yacht full custom in acciaio e alluminio, e ogni progetto parte dal foglio bianco. Non esistono piattaforme standard né stampi di scafo ripetuti, quindi ogni yacht viene sviluppato attorno alla visione e all'uso previsto da un singolo armatore. È una filosofia impegnativa per il cantiere e costosa per il cliente, ed è proprio la ragione per cui i Feadship sono così diversi tra loro. Un profilo, un layout o una soluzione insolita esistono perché un armatore li ha voluti. L'approccio tratta ogni commessa come un pezzo unico e non come un prodotto.
Questo impegno si vede nell'ingegneria quanto nello stile. Feadship ha da tempo una reputazione di qualità costruttiva, con falegnameria e dettagli eseguiti a un livello che regge l'esame più ravvicinato. Il cantiere è disposto a risolvere problemi tecnici difficili pur di rispettare il brief di un armatore, dalle strutture in vetro complesse alle propulsioni inedite. È per questo che gli acquirenti più facoltosi tornano da lui yacht dopo yacht. L'obiettivo dichiarato del cantiere è il valore che dura, non la moda.
Negli ultimi anni Feadship ha preso una guida visibile sulla nautica pulita. Nel 2015 ha consegnato il primo superyacht ibrido al mondo, Savannah, e da allora ha sviluppato una famiglia di tecnologie a basse emissioni nell'ambito del programma Advanced Electrical Drive. Il cantiere ha fissato l'obiettivo pubblico di costruire superyacht a impatto zero di carbonio entro il 2030. Yacht come Obsidian mostrano quell'ambizione tradotta in unità funzionanti, con grandi pacchi batterie e generatori predisposti per il biocarburante. È un impegno ingegneristico serio, non una posa di marketing.
Per sostenere quel lavoro il cantiere ha contribuito a sviluppare strumenti di settore per misurare l'impatto ambientale, tra cui l'indice YETI usato per confrontare gli yacht su una base comune. La disponibilità di Feadship a pubblicare risultati misurabili ha spinto il resto del settore a seguirla. Ogni nuovo progetto viene trattato come un'occasione per migliorare il precedente, sull'efficienza, sulle emissioni o sui materiali. Per gli armatori attenti all'impronta dei propri yacht, questa direzione è diventata un richiamo reale. Ha messo Feadship in prima fila in un cambiamento lento ma vero del settore.
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