Oceanco ha passato tutta la sua vita operativa nella fascia alta delle dimensioni, consegnando yacht dislocanti che cominciano dove la maggior parte dei costruttori si ferma. L'azienda risale al 1987 e a un gruppo di investitori sudafricani che costruivano i primi scafi a Durban per poi completarli nei Paesi Bassi. Il controllo è passato a Theodore Angelopoulos nel 2002, e il cantiere si è riorganizzato intorno a quella che ha chiamato la Y Generation di yacht sopra gli 80 metri. Quella decisione ha dato forma a tutto ciò che è seguito, dalla scala dei capannoni al tipo di cliente che il cantiere serve oggi.
Il cantiere si trova ad Alblasserdam, a circa 20 chilometri da Rotterdam, su un sito che è stato ampliato e ricostruito per gestire la lunghezza. Il bacino di carenaggio coperto e il capannone di costruzione permettono di lavorare su navi vicine ai 140 metri, una capacità rara anche tra i nomi olandesi e tedeschi affermati. La proprietà è cambiata di nuovo negli ultimi anni, con notizie nel 2025 che davano l'azienda passata al tecnologo americano Gabe Newell. Ciò che è rimasto costante è la concentrazione su un piccolo numero di progetti custom molto grandi anziché su una gamma di produzione ampia.
La casa si è guadagnata la fama di avere un gusto per l'ingegneria che altri cantieri considerano troppo rischioso. Il lavoro sul sistema velico DynaRig, sviluppato con Dykstra Naval Architects, ha portato l'armo quadro automatizzato a una scala che nessuno aveva tentato in mare. Sul fronte motore ha introdotto l'approccio LIFE Design con Lateral Naval Architects e l'istituto di ricerca olandese MARIN, puntando a linee di galleggiamento allungate e a carene più efficienti. Non sono espressioni di marketing applicate a barche già finite, perché cambiano la forma della carena sotto la superficie e il modo in cui lo yacht consuma carburante.
Molto di questo dipende dalla collaborazione con studi esterni più che da un unico stile interno. Designer di esterni come Nuvolari Lenard, Igor Lobanov e Timur Bozca hanno tutti dato forma a scafi Oceanco, mentre l'architettura navale è spesso condivisa con Lateral e Dykstra. Il risultato è una flotta che dalla banchina appare varia eppure condivide un atteggiamento comune verso il volume e l'ambizione strutturale. Gli armatori arrivano al cantiere quando un progetto è abbastanza difficile da non ammettere una risposta standard.
La base clienti riflette il prezzo d'ingresso. Gli scafi Oceanco sono stati collegati dalla stampa a figure della tecnologia, dell'energia, dello sport e della finanza, anche se il cantiere stesso dice poco su chi possieda cosa. Progetti come Jubilee e Koru hanno rivendicato più volte il titolo di yacht più grande costruito nei Paesi Bassi, il che tiene il nome in circolazione ben oltre la stampa di settore. Quella visibilità ha un costo, come ha mostrato il varo del Koru quando un ponte di Rotterdam è diventato una questione pubblica.
Per chi compra, l'attrattiva è una combinazione di scala e disponibilità a tentare ciò che non è stato provato, gestita con discrezione. Il cantiere ha consegnato il più grande yacht a vela con DynaRig del mondo e il più grande yacht a vela del mondo a pochi anni di distanza l'uno dall'altro. Pubblica anche concept da esplorazione come Esquel che mettono alla prova fino a dove può arrivare lo stesso ragionamento. Che quei concept tocchino l'acqua oppure no, segnalano il tipo di lavoro per cui Oceanco vuole essere conosciuta.
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